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Sei un fidanzatino innamoroso? Sette segnali per capirlo

Eh sì. Molti si saranno chiesti che fine ho fatto in questi ultimi mesi di silenzio (ma forse anche no).

Fagocitato completamente dal lavoro? NO…ma non siamo troppo lontani.

Ho deciso di abbandonare il blog per convertirmi alla patata? NO grazie, non voglio vederla manco in foto.

Brigitte NielsenHo cambiato sesso? NO, anche se ogni tanto penso che avere le tette sarebbe un ottimo upgrade.

E’ successo l’insperabile, l’inimmaginabile, l’imperscrutabile, l’imprevedibile…  meno probabile di un’invasione aliena di porno-amazzoni arrapate al seguito di Brigitte Nielsen alla ricerca di Rocco Siffredi durante l’Isola dei Famosi; meno probabile di Signorini che dice a Silvia Toffanin che lei è una completa decerebrata;  meno probabile di Vespa che caga sul plastico di Cogne in diretta. Ebbene sì: mi sono fidanzato.

Chi è il poveraccio fortunato? Il ragazzo di cui parlai a ottobre in questo post Innamorarsi dopo i trenta: istruzioni per l’usoBeh, la cosa si è  evoluta e posso finalmente affermare di aver abbandonato lo stato di cronicamente single. E di averlo fatto nel peggiore dei modi, tramutandomi in ciò che ho sempre odiato di più. Non lo avrei mai detto: sono diventato uno delle figure più temibili che rovinano la nostra società, il fidanzatino innamoroso! Come ti rendi condo di essere entrato a far parte di questa terribile cerchia di loschi figuri? Voglio spiegarvelo proprio adesso, perchè si avvicina S.Valentino ed è bene che vi guardiate da chi vi sta intorno e rientra in questa sordida cerchia.

Sei un fidanzatino innamoroso?

Sette segnali per capirlo

 

spank0-01) Quando state a casa (o peggio ancora in giro) siete un continuo abbracciamento, palpugliamento, prendersi manina-manina, bacino- bacetto…sembrate più inscindibili di un atomo, provocando pessimismo e fastidio nelle persone che malauguratamente si trovano vicino a voi.

2) Sembrate un disco rotto che continua a ripetere improbabili nomignoli: patato, micino,  muso, musetto, prosciuttino, topolino, amo, ‘mo, ‘more, fringuellino, pisello, pisellone, stupendissimo, patatosolo, … e chi più  ne ha più ne metta. Mi si è talmente deformato il cervello che ormai l’altro giorni per sbaglio ho chiamato il mio capo “patato”. Non ho mai visto un’espressione così perplessa sul suo volto. Per fortuna ho ancora un posto di lavoro.

3) Sostituite gli otto vodka lemon del venerdì sera in disco con un dvd di un film di Almodovar o di Cristina Comencini a casa (ma perchè una volta quando ero single mi mettevano così tanta tristezza e ora no?).

4) Riscoprite il piacere di uscire con i vecchi amici che sono in coppia da tempo e che per anni avete evitato come le svendite dell’Oviesse con le scuse più creative perchè non erano divertenti. Li trovavate noiosi.Ora anche voi siete come loro agli occhi dei single, sappiatelo.

5) Prima di confermare un appuntamento, un programma o un impegno dite: “Devo parlarne col mio fidanzato”. Sì sì… un po’ di onestà, se avete voglia di fare una cosa direste subito di sì anche se fosse illegale!

6) Vi capita di programmare quando farete sesso. Non sempre logicamente, ma qualche volta dite al vostro lui: “Lo facciamo domani invece di stasera che ho sonno?”.  E’ solo un ricordo quando uscivate come dei veri esploratori nel week-end conquistando molteplici prede in una sera sola.

7) Cominciate a fare sempre meno cose da soli. Ormai tutto si fa in due: si smette di fumare, ci si iscrive in palestra, si adotta una nuova crema allo iacido ialuronico…insomma, tutte le cose che contano davvero.

Non vi dico in quali e quante di queste sette mi ritrovo 😉

E così,  dopo lunghissimi anni di singletudine,  ho ricominciato a scoprire i romantici orizzonti della vita verso i quali ogni giorno camminano mano nella mano i fidanzatini innamorosi. Durerà? Speriamo!

Comunque, giusto per la cronaca, esser fidanzato non vuol dire necessariamente che la vita sia più noiosa e quindi non ho più nulla da raccontare qui..è  solo che sono ancora in quella fase in cui il mio tempo libero lo passo sempre stampato come un adesivo sul mio fidanzato, quindi ho poche occasioni per scrivere sul blog.

Sono felice. Vi assicuro che le avventure non finiscono anche da fidanzato…ma va beh…proverò a raccontarvele senza  annoiarvi troppo se ne avrete voglia. E per concludere con un tocco di trash…posso dire che adesso non sono più da solo, ma siamo in due. Come cantava quella vecchia saggia di Ivana Spagna.

Buona notte!

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Buone vacanze con Claudio Marchisio (semi)nudo

Domani parto, volevo quindi scrivere un post di saluto per augurare buone vacanze a chi sta partendo come me e per offrire qualche minuto di una sana lettura a chi invece rimane qui. Anche lo scorso anno lo volevo fare ma poi non ho avuto il tempo e mi son fatto perdonare a fine agosto con Gli uomini più belli dell’estate 2013 in costume: combattiamo così lo stress da rientro

Questa volta ho pensato di dedicare il post di buone vacanze a un ragazzo che è entrato nella TOP 5 dei miei sogni: il calciatore Claudio Marchisio. Per settimane ho continuato a rimanere ipnotizzato mentre andava in onda la pubblicità di uno shampoo di cui fa da testimonial. E’ tanto fikello da non sembrare nemmeno vero.

Ed ecco quindi alcune gallery per conoscerlo meglio. Partiamo da alcuni primi piani.

Tempo di lettura: minimo 45 minuti di contemplazione per ogni foto.

E poi passiamo a una foto gallery di Claudio Marchisio in costume al mare o comunque semi-nudo sul set della campagna per l’intimo di Dolce&Gabbana, anche se in quest’ultimo caso devo dire che le foto non gli rendono del tutto onore. Ad ogni modo…buona visione e buone vacanze!

Amori estivi? Meglio di no… forse

Ci sono alcune cose che continuo a ripetermi di non fare perchè vanno contro qualsiasi regola di buon senso ma che, puntualmente, faccio. Giusto per citarne alcune:

  • non limonare in pista quando vai a ballare come se avessi 15 anni, perchè ormai hai il doppio di quella età
  • non salire sul cubo in discoteca
  • non mettere i jeans bianchi
  • non indossare i cappellini con la visiera (questa non la faccio però)
  • non andare in camporella visto che puoi permetterti una camera in hotel
  • etc etc etc… potrei andare avanti per ore

Ma soprattutto: non prenderti una sbandata in vacanza! Perchè io sono un veterano in questo genere di faccenda. In genere ogni estate mi regala qualche amore impossibile in un’altra città, paese, continente,… più sono lontani e più è irresistibile l’attrazione che scatenano in me. E io ci casco, almeno fino a ottobre o novembre. Poi si torna più o meno alla normalità, con qualche ferita da leccare però.

2014: amore estivo anche questa volta?!

 

Fantozzi arrapatoQuest’anno pensavo di essermela cavata, almeno nella prima parte delle ferie. Sono stato via infatti con amici in una cittadella del Nord Est per qualche giorno di pre-vacanza prima di fare il viaggio vero e proprio al mare che mi aspetta tra un paio di giorni. Nonostante il tempo orribile con pioggia, ho passato dei bei momenti. Anche se negli ultimi giorni l’aria vacanziera mi ha provocato un enorme scarica ormonale da adolescente che ho sentito l’esigenza di placare sondando ogni chat – scrutando lo schermo del telefono con tanto di espressione allupata e lingua di fuori in stile fantozziano – per scovare qualche autoctono degno di un’uscita insieme. Ma sfortunatamente l’offerta locale era poco generosa….almeno fino all’ultima notte.

L’ultima sera infatti mi contatta su Grindr un ragazzo che vive a circa mezz’ora di strada da dove mi trovo. Sono a cena fuori con amici. E’ appena arrivato l’antipasto. A differenza delle consuete dinamiche da chat kilometriche, prima di arrivare alla fine della pizza ci siamo già accordati per vederci. Il programma è semplice: io non ho la macchina nè un posto dove ospitarlo, quindi lui viene dove mi trovo io, facciamo due passi e poi si troverà un escamotage per avere un po’ di privacy e spingerci un po’ oltre, se ci si piace logicamente.

Bello impossibile

Passa circa un’ora. Arriva puntuale come un orologio. Mi scrive che sta parcheggiando sul lungomare. Lo raggiungo. Ci presentiamo. E mi è subito chiaro dalla prima occhiata quanto sia davvero carino e quanto io lo voglia. Occhi scuri con un taglio particolare, bei lineamenti, asciutto ma spallato… l’ormone sale insomma e come al solito – mentre nella mia testa in sottofondo sento le note di Bello Impossibile di Gianna Nannini – mi sto già immaginando dopo i primi trenta secondi quando andremo a vivere insieme, di che colore compreremo l’auto, se mi dirà ti amo stando seduti a cena in un bel ristorantino a Parigi o a New York… insomma, i classici filmoni mentali che mi faccio quando vedo uno che mi piace fin dal primo istante.

Facciamo due passi, anche se sinceramente mi sarei gettato direttamente su di lui come farebbe una teenager su una borsa in saldo al 70% da H&M. Si tratta di un tipo timido, ma molto maschile, simpatico e diretto. Riesco a farmi raccontare qualcosa in più da lui. Ha tre anni meno di me, lavora e sta finendo di studiare nella sua città, al confine tra Veneto e Friuli. Ha iniziato ad avere esperienze gay solo da un paio d’anni e mi dice di essere è molto riservato, non ha mai frequentato molto i locali ma adesso vorrebbe provare per conoscere gente, dato che nel posto in cui vive di opportunità di fare nuove conoscenze ce ne son ben poche.

Il fatto che lui sia timido non mi fa capire se gli piaccio o no, quindi provo a intuire dai suoi gesti e dalle sue risposte se sto perdendo tempo o se c’è qualche speranza.Visto che mi sembra un po’ rigido gli propongo di berci qualcosa. Lui inizialmente mi risponde che va bene. Ma poi dopo nemmeno un minuto però aggiunge: “Anche se avevo capito che il programma fosse un altro”. Io lo guardo con espressione un po’ sorpresa e gli chiedo: “Cioè?”. Lui arriva al punto: “Avevamo parlato di sex o sbaglio?”. Io rispondo splendidamente “Se vuoi farlo ok, dove andiamo?”, quasi come se gli stessi facendo un favore, e intanto sopprimo un urletto di gioia che sento salirmi dallo stomaco su su fino alla bocca. Obiettivo centrato quindi, anche se la sua uscita così schietta un po’ mi ha sorpreso.

Dove si va?

cimitero-notteAndiamo alla sua macchina e ci mettiamo alla ricerca di un posto dove poter stare tranquilli: spiaggia, bosco, molo, parcheggio,… Setacciamo tutti i posti nel circondario ma nessuno sembra adatto perchè c’è gente in giro. Poi arriva la soluzione: il retro del cimitero. Cosa di più romantico d’altra parte?

Giungiamo alla meta. Mi sembra di essere tornato indietro di almeno sette o otto anni, quando non avevo un posto dove stare e mi capitava di farlo in macchina.

Ma la cosa non mi turba, anzi… sarà il clima vacanziero, sarà l’estate, sarà il cielo con una luna enorme oppure il fatto di avere a pochi centimetri da me un ragazzo davvero bello e pure piacevole, gli attimi che mi separano dal momento in cui finalmente l’attesa giungerà al termine mi sembrano infiniti. Parte un mega limone. Nel giro di pochi minuti ci ritroviamo nel retro dell’auto avvinghiati con la metà dei vestiti. Tutto procede per il meglio… senza ma e senza però. Tutto procede per il meglio…e basta.

A performance conclusa mi dice “E’ stato davvero bello”, gli confermo che la stessa cosa vale anche per me. Mi chiede se gli ricordo come mi chiamo perchè mi aveva salvato solo come “Tipo di Milano” sul telefono e quando ci siamo salutati a inizio serata io non avevo detto il mio nome. Mi dice che vorrebbe tenere il mio numero, non si sa mai … potrebbe capitare a Milano. Gli rispondo che mi farebbe piacere e che tra l’altro potrei anche ospitarlo.

Mi chiede a che ora sarei ripartito il giorno dopo per capire se c’è la possibilità di un secondo incontro, ma sfortunatamente in prima mattina so che sarò già in auto. Insomma, apparentemente potrebbe sembrare che alla fine gli piaccio, penso tra me e me, visto che mi chiede il numero e dice di esser stato bene. Chiacchieriamo ancora un po’. Si è fatto tardi. Mi riporta dai miei amici. Quando scendo dalla sua auto mi sento camminare a un metro da terra e avrei già voglia di rivederlo.

Umore da “day after”

Il giorno dopo mi alzo, dopo un paio d’ore sarei dovuto ripartire per rientrare a Milano. Guardo il telefono per vedere se mi ha scritto e sento già i primi sintomi della sindrome del non mi richiama (ne avevo parlato qui La sindrome del “Non mi richiama”: sintomi e cura). Prima di partire gli scrivo un messaggio, una cosa molto neutra per commentare l’ennesimo giorno di pioggia. Dopo lunghissime ore di attesa in cui vedo tutti i miei castelli in aria sgretolarsi lentamente di fronte alla dura realtà, arriva finalmente una sua risposta in serata. Ci scambiamo ancora qualche messaggio un po’ di cazzeggio. Vorrei dirgli che mi piacerebbe riaverlo subito qui a Milano quando rientro dalle vacanze a fine agosto. Ma mi trattengo, almeno per ora. Ho deciso che ci penso e vedrò se valga la pena rischiare e invitarlo o meno… ma più penso a lui e più mi ripeto che sia davvero carino. Ma sarebbe così folle chiederglielo dopo esserci visti solo per un paio d’ore?

 

E poi….vale la pena tentare di trascinare una sbandatella estiva oltre le vacanze sapendo che non c’è speranza e che rischio di rimanerci male? 

E soprattutto: perchè quelli che mi piacciono sono sempre così lontani?

Se mi venisse mai in mente una risposta sensata ad almeno una di queste tre domande ve lo farò sapere…

Locali e serata gay a Milano con Milano Gay Life

Milano Gay LifeEra da un po’ che volevo scrivere di questa app creata da una start up che mi ha contattato per farmi sapere della loro esistenza e per chiedermi di dire la mia: Milano Gay Life www.milanogaylife.com/it. In effetti prima non ne avevo mai sentito parlare ed è stata una piacevole sorpresa.

In genere eccetto le solite serate gay che tutti conoscono, è difficile rimanere sempre aggiornati su eventi e locali che fanno qualcosa, a meno che non sei già in giro e parli con qualcuno o incontri i soliti pr milanesi tutti simpatia, canottiere e brillantini.

Devo ammettere che questa app risolve il problema perchè è sempre aggiornata con gli appuntamenti giorno per giorno che uno può tenere d’occhio, soprattutto se è a Milano di passaggio o non conosce molto la scena gay.

Non condivido molto la scelta all’italiana di non includere cruising e club privati,  la solita ipocrisia del nostro paese: è assurdo non metterli considerando che tanta gente ci va e che soprattutto, se l’app nasce per dare informazioni su cosa si può fare a Milano, dovrebbe includere anche questo genere di cose (dato che poi la gente le cerca). Ma non voglio fare polemica, so che se n’è già fatta tanta leggendo questo articolo del Fatto Quotidiano e le parole di Rosaria Iardino simpatia portami via.

Di sicuro un bel miglioramento sarà quando dall’app potrai scaricare riduzioni e buoni sconto per le serate dei locali (mi sembra che forse al momento ci sia solo qualcosina). Auguro tanto successo a chi sta lavorando per farla funzionare e spero che presto possa estendersi ad altre città.

Quindi mi sento di consigliarla, ma soprattutto mi chiedo: tra quelli che lavorano nella start up che l’ha creata ci sia qualche fichello???  Dai ragazzi … metterete le vostre fotine come fanno i fondatori di Scruff!

Hole Pic by William belly

Cosa ci posso fare? A me William Belli fa troppo ridere…soprattutto in questo video in cui prende in giro quelli che si fanno le foto al b… del c… e poi le mandano in chat.

#InMyPlaylist – Maggio 2014 – I got you

Mi ci voleva proprio una bella canzone che strizzasse l’occhio all’estate.

* #InMyPlaylist sono i post dove raccolgo le canzoni che mi piacciono.

#InMyPlaylist – Aprile 2014 – C’est beau la bourgeoisie

* #InMyPlaylist sono i post dove raccolgo le canzoni che mi piacciono.

Tre cose che non sono andate come dovevano a dicembre

Finalmente vacanze. Tempo di fermarsi un attimo e di fare un primo bilancio del mese di dicembre, non voglio ancora pronunciarmi su tutto il 2013 perchè, non si sa mai, qualcosa di sconvolgente a tratti allucinante potrebbe ancora succedere (solo chi guardava Pippo Chennedy Show può cogliere la citazione).

L’ultima settimana è stata bella piena e ho avuto poco tempo per scrivere, nel prossimo paio di giorni dovrei essere più tranquillo e soprattutto dovrei trovare il tempo di far pace col cervello e rimettere in ordine i vari pezzi. A che punto erano le mie vicende, più o meno lo avevo raccontato nel post Rivedersi dopo tanto tempo?. In sostanza c’erano 3 persone che volevo vedere.

NUMERO UNO: Martino. Tasto come sempre dolente. E’ stato a Milano. Non ero a conoscenza del fatto che lui è stato qui perchè mi ha scritto facendomi gli auguri o chiedendomi di vederci, ma lo so solamente perchè, il suo ultimo giorno di permanenza qui, ha pubblicato su Facebook una foto di piazza Duomo sotto la pioggia. Il commento era “Arrivederci Milano, ci vediamo tra qualche mese”. Non posso nascondere che per un minuto mi si è stretto il cuore. In me continuava ad esserci un granello di speranza che lui mi chiedesse di vederci mentre era in città. E invece no. Da parte sua il silenzio. Da parte mia quindi non può che esserci la stessa cosa, anche se ogni tanto quando scorro i numeri della rubrica sul telefono e vedo il suo nome provo un po’ di tristezza e vorrei scrivergli. Ma poi mi fermo.

Milano - Piazza Duomo  sotto la Pioggia

Milano – Piazza Duomo sotto la Pioggia

NUMERO DUE: il Brasiliano. Pollice in giù, indubbiamente. Ci siamo rivisti dopo un anno da quel primo e unico bacio che ci eravamo scambiati. Abbiamo passato un’oretta piacevole a chiacchierare davanti a un negroni. Poi l’ho invitato a casa mia, convinto che fosse un’ottima idea. Ma non è andata esattemente come speravo. Nessuna chimica tra di noi a letto. Non è che lui abbia fatto qualcosa di sbagliato, è che semplicemente a volte le cose tra due persone non scattano e non c’è nulla da fare. Quando ci siamo ritrovati senza vestiti mi son reso conto che non mi andava di andare avanti. Dopo circa un quarto d’ora di manovre tra le più disparate stavo già sperando di liberarmene. Avrei anche potuto improvvisare le coreografie dell’ultimo video di Lady Gaga se avessi avuto la certezza che lo avrei spaventato abbastanza da farlo scappare a gambe levate. Oppure avrei potuto fingermi un esperto di Yoga e avrei potuto sfoggiare imprevedibili incastri anatomici per rendermi abbastanza inchiavabile e allontanarlo da me. Ma poi sono stato codardo e me lo sono tenuto nel letto per un paio d’ore. Lunghissime ore di manovre imbarazzanti e inconcludenti. Ad un certo punto prendo il coraggio a quattro mani e gli dico: “Io sto per addormentarmi”. Lui capisce e si decide ad andarsene. Non ci diciamo “Sentiamoci”. E’ chiaro che la serata non sia stata memorabile nemmeno per lui. E’ un peccato aspettare di reincontrare una persona per tanto tempo e poi vedere che le cose vanno così. Però almeno ho la certezza che le cose non sarebbero mai andate bene tra di noi. Nessun rimpianto, nessun rimorso.

Avrei potuto fingermi un esperto di Yoga e avrei potuto sfoggiare imprevedibili incastri anatomici

Avrei potuto fingermi un esperto di Yoga e avrei potuto sfoggiare imprevedibili incastri anatomici

NUMERO 3: il Bel Toscano. Qui sarò molto più rapido. Cosa è successo? N U L L A. Come al solito, se non mi faccio sentire io lui non fa il minimo sforzo oppure ha perso per l’ennesima volta il cellulare con tutti i numeri. E allora questa volta ho mantenuto i miei propositi e semplicemente non gli ho più scritto. Magari ci si vedrà il prossimo Natale se tornerà a Milano per lavoro e si ricorderà di scrivermi o ci si incrocerà per caso. Magari… Ma magari anche no. Grazie.

Ma in realtà questa è solo una minima parte di cosa mi è successo in questi giorni convulsi che spero di riuscire presto a raccontare. Una cosa alla volta. Giusto il tempo di far pace col cervello.

La fiaba di Grindr: 10 cose sul meraviglioso mondo dell’app gay più famosa

Ciao a tutti piccoli finocchietti*, questa sera vi racconterò la storia di un mondo magico, fatato, dove ogni cosa è bella e le persone si vogliono bene. E’ un posto dove qualunque sfranta vorrebbe poter trascorrere e godersi ogni singolo istante del proprio tempo libero, le piacevoli sorprese sono all’ordine del giorno e non si smette mai, e dico mai, di stupirsi! Questo luogo fantastico si chiama GRINDR.

[Se hai più di 25 anni puoi schiacciare play sul video qui sotto e risentire la sigla delle fiabe in musicassetta che ascoltavamo da piccoli]

1) SU GRINDR le persone sono ben disposte verso il prossimo e si prodigano per gli altri: se ad esempio hanno provato a contattarti e tu sbadatamente non hai risposto, con premura e gentile determinazione fanno di tutto per assicurarsi che tu riceva il loro messaggio. No! Non è stalking, come potresti pensare. Si tratta semplicemente di amorevole premura.

2) SU GRINDR non ci sono problemi di iva, inflazione, tassi variabili: le persone sanno attribuire il giusto costo ad ogni cosa. E poi…per tutto il resto c’è Mastercard!

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3) SU GRINDR se vuoi avere il tuo momento di celebrità, non è necessario esibirti a Italia’s Got Talent, fare l’opinionista che viene brutalizzato da Maria De Filippi a Uomini e Donne o prestarti agli umilianti provini del Grande Fratello 58. Basta una cam e troverai il tuo pubblico. E se sei fortunato magari ti guadagni pure 30 euri di ricarica!

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4) SU GRINDR basta chiedere le cose per ottenerle! Puoi esprimere i tuoi desideri in modo chiaro e diretto, senza indugi, un po’ come chiederesti al barista il caffè la mattina: lungo, corto, ristretto, zucchero di canna…

5) SU GRINDR è pieno di persone interessanti e culturalmente stimolanti che ti coinvolgeranno in bellissime attività per arricchire il tuo animo, come il cineforum…

Cineforum

6) …oppure ti sfideranno giocosamente con esilaranti indovinelli e rompicapi….

Grindr Dilemma

7)… oppure ancora potrai incontrare personaggi che sembrano provenire direttamente dall’antica Roma o dalla mitologia greca: un suggestivo tuffo nel passato!

Grindr pompilandia

8) SU GRINDR le persone non si formalizzano troppo, è un mondo rilassato e informale. Non farti intimorire dall’etichetta: puoi dire “ciao”, presentarti e invitare qualcuno a fare un aperitivo in un secondo momento, prima di tutto chiedi al tuo interlocutore se vuol venire a letto con te o praticare del sesso orale!

9) SU GRINDR la buona cucina è di casa! I piatti che vediamo nei reality con chef famosi ed esperti di cucina non sono nulla a confronto delle leccornie che ti verranno offerte.

grindr ghiaccio

10) SU GRINDR però, mi stringe il cuore ma devo ammetterlo, ogni tanto capita di incontrare anche qualcuno che poi così fantastico non è. Ma d’altra parte… GRINDR è un posto stupendo, non ho mai detto che è il paradiso! Che aspetti… non hai ancora scaricato l’app?

Grindr Aggressivo* Come avrete subito notato sono ironico, spero vi divertiate a leggere questo post un po’ fuori le righe rispetto al solito! 🙂 I messaggi riportati però sono reali.

Il bacio che mi dovevi

E’ lunedì. Mi fa male la pancia. Ho la nausea. Voglio dormire dopo un week-end che invece di darmi nuove energie mi ha fatto ricominciare la settimana più stanco di prima. Mi prometto di bere di meno. Mi prometto di dormire di più. Me lo prometto ogni lunedì, lo so. Ogni lunedì è come se vivessi con I don’t like Monday di Tori Amos in sottofondo.

Sabato ho visto Martino*. E’ stato lui a chiedermi di vederci, anticipando di pochi secondi il messaggio in cui io lo avrei chiesto a lui. Gli ho detto di venire a trovarmi nel pomeriggio ed è venuto. Continuo a studiarlo ogni volta che ci vediamo e ho come l’impressione che ci sia sempre qualcosa che mi sfugge. Non sono sicuro di capirlo bene: ogni tanto intercetto tra le sue parole qualcosa di dolce nei miei confronti, poi appena realizza che mi sono accorto che ha detto qualcosa di carino mi sembra che si imbarazzi e si richiude subito a riccio.

Non mi fa mai complimenti diretti. Nemmeno quando siamo sotto le coperte si lascia andare (come spesso succede in quei momenti si straparla un po’…almeno io straparlo alla grande), non mi dice mai “Mi piaci”, “Come sei bello” o il più romantico che preferisco a tutti gli altri “Cosa ti farei!”. Io le prime volte gli ho sussurrato all’orecchio “Sei proprio bello” ma l’unica sua risposta è stata un silenzio. Che poi dire due semplici paroline come “Anche tu” cosa gli costa? Quindi ho immaginato che la cosa lo mettesse in imbarazzo e non glielo dico più. Anche se lo penso. Ad ogni modo, Martino c’è e continua ad esserci. Senza che il rapporto tra di noi si sia configurato in qualche modo chiaro. Ma per ora va bene così, preferisco andarci piano. Quando ci salutiamo mi dice che la sera sarebbe andato a letto presto. Io invece ho in programma di andare a ballare.

E arriva la sera. Tutto procede bene. Mi diverto. Meno di sabato scorso, ma comunque è una bella serata. Andiamo verso la discoteca. Non appena arrivo al locale rivedo LUI. No, non Martino. Si tratta di un altro ragazzo di cui non ho mai scritto. Vi è mai capitato di conoscere qualcuno che vi piace subito? E a cui capite che anche voi piacete? Solo che poi per un motivo o per l’altro tra voi due non succede mai nulla, nemmeno un bacio. Ecco, quando scrivo LUI mi riferisco alla persona con cui mi è capitata questa cosa.

ammiccareCi eravamo conosciuti 3 anni fa al Borgo. Ci eravamo presentati, non mi ricordo come.  Forse avevamo qualche amico in comune. Mi ricordo che abbiamo passato tutta la sera a scambiarci sguardi e sorrisi ammiccanti da veri biondi. Poi chiacchierando viene fuori che lui pochi giorni dopo si sarebbe trasferito per andare a vivere in Francia. Quella sera non successe nulla. Ci siamo aggiunti su Facebook. Ci saremo mandati un paio di messaggi da quel momento a oggi, tutto qui, come spesso accade con le persone che conosci una sera e che aggiungi tra gli amici. Però ogni volta che vedevo comparire una sua foto su Facebook pensavo a quanto mi stesse sulle palle il fatto che si fosse trasferito prima che ci potessimo rivedere dopo quella serata in cui ci siamo conosciuti. E in questi tre anni ho visto le foto con quello che pensavo fosse il suo ragazzo. Le foto con gli amici. Le foto in una città bella e lontana. Le foto di una vita serena. E un po’ mi mordevo le mani.

Beh, sabato sera lo rivedo. E’ proprio lui. Mi saluta. Viene da me e mi chiede se mi ricordo chi sia. “Ma certo” rispondo “Tu sei …” e gli dico il suo nome. E’ un po’ sorpreso, come se non pensasse che io mi potessi ricordare di lui. E invece mi ricordo bene. Benissimo. Nel solito delirio della serata lo perdo di vista.

Risbuca fuori quando il locale sta quasi per chiudere. Inizia a gironzolarmi intorno. Ci scambiamo qualche parola. Si avvicina sempre di più. Continuiamo a parlare del più e del meno. E’ qui per lavoro. Dopo poco mi dice se mi va di andarci a sedere dove c’è meno casino. Troviamo un divanetto. Dopo 3 lunghi anni, arriva quel bacio che ho tanto aspettato. Bello, lungo, appassionato. E mentre siamo ancora attaccati penso a quanti altri più belli ancora potrebbero essercene tra di noi.

E poi gli dico di venire a casa mia. E lui risponde che tra poche ore ha l’aereo e che è ospite da un suo amico. Non può. Le luci si riaccendono. La serata è finita. Deve recuperare il suo amico per tornare a casa. Ci salutiamo. Mi dice che tornerà a febbraio per qualche giorno. Siamo abbastanza onesti da non prometterci nulla. Chissà quante cose saranno cambiate a febbraio nella mia vita. Ma anche nella sua. Non so cosa pensare. So solo che febbraio arriverà, con o senza di lui. Ma questo bacio rimarrà tutto mio.

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*Per chi ancora non se lo ricordasse, è il tipello che mi piaciucchia da qualche settimane e di cui ho parlato nei post Panico da “pre-appuntamento”, Rivedere un ragazzo dopo una one night stand e di striscio in Venerdì sera e l’orgasmo mancato, Come inizia la settimana? Ricordi da strip chessE poi anche in La prima cena: offro io o offri tu? Paranoie da appuntamento e in Bilancio del week-end: Confuso e Felice.

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