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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

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Sei un fidanzatino innamoroso? Sette segnali per capirlo

Eh sì. Molti si saranno chiesti che fine ho fatto in questi ultimi mesi di silenzio (ma forse anche no).

Fagocitato completamente dal lavoro? NO…ma non siamo troppo lontani.

Ho deciso di abbandonare il blog per convertirmi alla patata? NO grazie, non voglio vederla manco in foto.

Brigitte NielsenHo cambiato sesso? NO, anche se ogni tanto penso che avere le tette sarebbe un ottimo upgrade.

E’ successo l’insperabile, l’inimmaginabile, l’imperscrutabile, l’imprevedibile…  meno probabile di un’invasione aliena di porno-amazzoni arrapate al seguito di Brigitte Nielsen alla ricerca di Rocco Siffredi durante l’Isola dei Famosi; meno probabile di Signorini che dice a Silvia Toffanin che lei è una completa decerebrata;  meno probabile di Vespa che caga sul plastico di Cogne in diretta. Ebbene sì: mi sono fidanzato.

Chi è il poveraccio fortunato? Il ragazzo di cui parlai a ottobre in questo post Innamorarsi dopo i trenta: istruzioni per l’usoBeh, la cosa si è  evoluta e posso finalmente affermare di aver abbandonato lo stato di cronicamente single. E di averlo fatto nel peggiore dei modi, tramutandomi in ciò che ho sempre odiato di più. Non lo avrei mai detto: sono diventato uno delle figure più temibili che rovinano la nostra società, il fidanzatino innamoroso! Come ti rendi condo di essere entrato a far parte di questa terribile cerchia di loschi figuri? Voglio spiegarvelo proprio adesso, perchè si avvicina S.Valentino ed è bene che vi guardiate da chi vi sta intorno e rientra in questa sordida cerchia.

Sei un fidanzatino innamoroso?

Sette segnali per capirlo

 

spank0-01) Quando state a casa (o peggio ancora in giro) siete un continuo abbracciamento, palpugliamento, prendersi manina-manina, bacino- bacetto…sembrate più inscindibili di un atomo, provocando pessimismo e fastidio nelle persone che malauguratamente si trovano vicino a voi.

2) Sembrate un disco rotto che continua a ripetere improbabili nomignoli: patato, micino,  muso, musetto, prosciuttino, topolino, amo, ‘mo, ‘more, fringuellino, pisello, pisellone, stupendissimo, patatosolo, … e chi più  ne ha più ne metta. Mi si è talmente deformato il cervello che ormai l’altro giorni per sbaglio ho chiamato il mio capo “patato”. Non ho mai visto un’espressione così perplessa sul suo volto. Per fortuna ho ancora un posto di lavoro.

3) Sostituite gli otto vodka lemon del venerdì sera in disco con un dvd di un film di Almodovar o di Cristina Comencini a casa (ma perchè una volta quando ero single mi mettevano così tanta tristezza e ora no?).

4) Riscoprite il piacere di uscire con i vecchi amici che sono in coppia da tempo e che per anni avete evitato come le svendite dell’Oviesse con le scuse più creative perchè non erano divertenti. Li trovavate noiosi.Ora anche voi siete come loro agli occhi dei single, sappiatelo.

5) Prima di confermare un appuntamento, un programma o un impegno dite: “Devo parlarne col mio fidanzato”. Sì sì… un po’ di onestà, se avete voglia di fare una cosa direste subito di sì anche se fosse illegale!

6) Vi capita di programmare quando farete sesso. Non sempre logicamente, ma qualche volta dite al vostro lui: “Lo facciamo domani invece di stasera che ho sonno?”.  E’ solo un ricordo quando uscivate come dei veri esploratori nel week-end conquistando molteplici prede in una sera sola.

7) Cominciate a fare sempre meno cose da soli. Ormai tutto si fa in due: si smette di fumare, ci si iscrive in palestra, si adotta una nuova crema allo iacido ialuronico…insomma, tutte le cose che contano davvero.

Non vi dico in quali e quante di queste sette mi ritrovo 😉

E così,  dopo lunghissimi anni di singletudine,  ho ricominciato a scoprire i romantici orizzonti della vita verso i quali ogni giorno camminano mano nella mano i fidanzatini innamorosi. Durerà? Speriamo!

Comunque, giusto per la cronaca, esser fidanzato non vuol dire necessariamente che la vita sia più noiosa e quindi non ho più nulla da raccontare qui..è  solo che sono ancora in quella fase in cui il mio tempo libero lo passo sempre stampato come un adesivo sul mio fidanzato, quindi ho poche occasioni per scrivere sul blog.

Sono felice. Vi assicuro che le avventure non finiscono anche da fidanzato…ma va beh…proverò a raccontarvele senza  annoiarvi troppo se ne avrete voglia. E per concludere con un tocco di trash…posso dire che adesso non sono più da solo, ma siamo in due. Come cantava quella vecchia saggia di Ivana Spagna.

Buona notte!

Innamorarsi dopo i trenta: istruzioni per l’uso

Innamorarsi dopo i trenta è possibile? Sì. O almeno credo. Una cosa l’ho capita: di sicuro succede in modo diverso rispetto a quando hai vent’anni. Questa, per quanto banale, è la conclusione a cui sono arrivato stasera dopo diversi bicchieri di champagne bevuti con una delle mie più care amiche confrontandoci su cosa ci sta succedendo superata irrimediabilmente la soglia dei 30.

Ora mi spiego meglio.

Mono MilanoNell’ultimo mese e mezzo non ho più scritto sul blog le mie vicende amorose perchè non ho avuto tempo. Ma di cose ne sono successe. In breve: ho conosciuto a inizio settembre un ragazzo molto carino al Mono (=locale gay milanese). Lui mi rimorchia con la banalissima scusa “Hai da accendere?” e attacca subito bottone. Chiacchieriamo qualche minuto, ma dopo un po’ con i miei amici decidiamo di spostarci al Chiringuito (= altro locale gay milanese poco distante dal Mono). Lui mi segue a breve là coi suoi compari. Continuiamo a conversare amabilmente, io sono già arrivato a un livello di vodka lemon socialmente poco accettabile. Scatta il limone. Ci scambiamo il numero.

Quando mi alzo il giorno dopo è black out. Gli scrivo, facendo presente che non ricordo il suo nome e nemmeno tutto quello che ci siamo detti. La sera ci si incrocia nuovamente al Mono, io sono di fretta perchè devo andare a ballare coi miei amici. Ci salutiamo velocemente. Vado in disco. Ci risentiamo a fine serata su Whatsapp. Ci ribecchiamo. Quattro chiacchiere su una panchina. Limone duro. Lo invito a casa mia. Dorme da me. Da qui inizia una frequentazione che va avanti per settimane.

Qual è il punto?

Lui è carino, dolce, mi riempie di attenzioni. Mi piace. Ma non provo quel trasporto che ho sempre provato fin dal primo istante in cui incontravo qualcuno che mi piaceva fino a qualche anno fa. Una volta mi bastava uno sguardo e nella mia mente la sentenza era chiara: questo è l’uomo della mia vita. E’ perfetto.  Non voglio avere che lui. Non c’è nessun altro che mi farei.

Adesso non mi capita più. Quello che sento adesso è qualcosa di differente. Usciamo. Quando lo vedo arrivare da lontano tra me e me non posso fare a meno di pensare che sia davvero carino. Mi fa ridere. Ci capiamo. Però manca quella sensazione viscerale che mi prede allo stomaco. Eppure sto bene. Sono contento.

Già dopo un paio di settimane lui mi fa un discorso chiaro: se vuoi che ci vediamo, non voglio che tu esca con altre persone. Il discorso mi spiazza. Se non siamo insieme (e io non voglio mettermi insieme a lui al momento), perchè dovrei rinunciare a tutti gli altri? Allora che senso ha? Sta di fatto che io non sto vedendo nessun altro ma al tempo stesso non mi sento pronto per una relazione stabile. Glielo dico. Sono sincero.

Continuiamo a vederci. Sempre. Quasi ogni sera dormiamo insieme o da me o da lui. Durante la giornata penso a lui. Però manca ancora quel nodo attorcigliatissimo allo stomaco che mi spremeva l’anima una volta quando mi innamoravo.

Ma allora cosa vuol dire? Sto bene con lui, ho voglia di vederlo, ma perchè non mi succede quello che mi capitava una volta? Forse è solo che voglio avere qualcuno di fianco? O forse semplicemente quando diventi grande i sentimenti non nascono in modo impetuoso ma crescono mano a mano che conosci una persona per poi farti ritrovare innamorato dopo qualche tempo?

Parlandone con la mia amica anche lei mi dice che le sta capitando la stessa cosa. Sarà che a trent’anni cerchi qualcosa di più del colpo di fulmine o che forse semplicemente il colpo di fulmine non arriva più e scopri un nuovo modo di innamorarti.  La conclusione potrebbe essere questa. Oppure forse mi capiterà di prendermi ancora una sbandata per un ragazzo e rivivere tutto come una volta. Forse quello che sto vivendo è solo un innamoramento a metà e me ne renderò conto tra qualche tempo.

Alla fine il titolo del post era un po’ ambizioso: di sicuro non sono io quello che può spiegare come ci si può innamorare dopo i trenta. Sarà che sto cercando il principe azzurro di cui innamorarmi perdutamente per sempre. Ma ad ogni modo, fino a quando questo non succederà, va bene anche sbagliare con tutti quelli che poi forse il principe azzurro non lo sono.

Sono vivo

Scrivo un post solo per avvisare chi mi sta scrivendo via mail che sono vivo… è solo che questo settembre mi sta prosciugando. Troppo lavoro… e forse un semi-fidanzato nuovo a cui badare. Spero di riuscire a raccontarvelo nei prossimi giorni!

Nel frattempo mi cospargo il capo di cenere e con umiltà mi nascondo nel cassonetto dell’immondizia per scusarmi di questa lunga assenza. Buona serata!

Cercasi taxi disperatamente [SECONDA PARTE]

Visto che qualcuno è stato così carino da scrivermi via mail per chiedermi se poi il tassista fichello di cui ho parlato in Cercasi taxi disperatamente mi abbia mai richiamato, ho deciso di utilizzare delle gif animate per rendere pubblica la risposta a tale domanda… rullo di tamburi, la risposta è:

… e di conseguenza la mia prima reazione …

… seguita dal mio consueto stato d’animo…

Ma la vita è bella e piena di speranza, ci sono così tanti altri tassisti a Milano…

Hornet: la migliore gay app del momento

Era da un po’ che volevo tornare sull’argomento “trombachat per gay“dopo aver scritto Chat e app gay: perchè usarle? Perchè sì. Io consiglio Scruff, ed eccomi qui. Voglio parlare infatti di due app per incontri: una esclusivamente gay, Hornet; l’altra invece prevalentemente per etero ma usata anche dai gay (non ce ne facciamo sfuggire manco una!), Tinder. Oggi parlo della prima.

Hornet: la migliore app gay in circolazione

hornet  gay app


Penso di averla scaricata già da parecchi mesi e posso dire senza problemi che tra le varie app gay – Grindr, Bender, Scruff,… – è la migliore per diversi motivi:

1) E’ veloce e non si impalla quasi mai, a differenza ad esempio di Grindr che è lento e ogni due per tre mi si inceppa. L’unico limite è che non funziona bene se non son collegato al wi-fi.

2) Puoi caricare tante foto nel profilo pubblico e in quello privato. In questo secondo caso basta un click per richiedere a un tipo che ti interessa di sbloccarti quelle private. L’inconveniente è che un sacco di gente – anche quelli provenienti dal pianeta Monsterland – chiedono di vedere le tue foto private senza nemmeno dirti prima ciao. Nel mio caso le foto private non sono hot, ma molti riservano le più insolite sorprese. Sempre in quanto a foto, il limite è che se hai avviato una chat con una persona e vuoi inviare un’immagine lì, in genere viene visualizzata senza mantenere bene le proporzioni o alcuni pezzi rimangono tagliati.

3) Puoi vedere mooolti più profili rispetto a Grindr e Scruff. Inoltre, passare dal profilo di un ragazzo a quello successivo è comodissimo, basta far scorrere a sinistra l’immagine.

4) Puoi anche decidere di visualizzare i profili di altri paesi e città, cosa comodissima se stai per andare in vacanza o all’estero in viaggio. Questo permette di farlo solo Scruff oltre ad Hornet. Inoltre puoi  anche scegliere di vedere i profili di iscritti nuovi.

5) Su Hornet c’è molta gente, però non vi aspettate di trovare facce tanto diverse da quelle delle altre chat. La mia impressione comunque è che Grindr rimanga l’app con più iscritti in assoluto, almeno in Italia, mentre Scruff si distingue dalle altre perchè è più usata dai bear. Poi va beh…arrendiamoci al fatto che tanto i gay intorno a noi sempre quelli sono, abituiamoci a fare conoscenza con i nostri vicini di casa che è meglio.

Grindr sta rilasciando diversi aggiornamenti per stare al passo e devo ammettere che nell’ultimo anno è migliorata parecchio, però a livello di comodità e funzionalità è ancora un pelino indietro rispetto a Hornet.

Che altro dire? Trovate tutte le info per scaricarla sul vostro telefono qui: http://gthrnt.com/

Buon divertimento!

Droghe da primo appuntamento

Ieri sono uscito con un ragazzo conosciuto tempo fa su Grindr. Mi era sembrato subito intrigante dalle foto, non il classico belloccio, ma sicuramente piacevole. Dopo più di un mese di vicendevoli inseguimenti finalmente siamo riusciti a vederci. Come mi piace fare d’estate (ne ho parlato lo scorso anno nel post Primo appuntamento: dimmi come mangi il gelato e saprò se sei quello giusto), l’ho invitato a prenderci un gelato.

E’ un bel manzotto: ben messo fisicamente, occhi scuri e profondi, carnagione olivastra, un naso irregolare da pugile (amo i nasi così) e i capelli rasati (quel tipo di rasatura che si fa chi si è arreso alla perdita parziale di capelli ma che comunque non è brutta da vedere), maschile, dai modi posati e tranquilli. Fa un lavoro serio (robe noiose…tipo banca o assicurazione).

Ci siamo seduti in una panchina vicino a Porta Venezia e abbiamo fatto quattro chiacchiere. Diciamo che gli argomenti di conversazione non sono stati molto “ordinari”. Siamo partiti bene parlando dei rispettivi lavori, ma presto il tema si è spostato (non chiedetemi come) sul successo che hanno i trans e le marchette gay a Milano e poi la grande diffusione coppie gay aperte. Non che sia un argomento taboo, ma in genere ti aspetteresti qualcosa di più tradizionale per un primo appuntamento… non dico che dobbiamo parlare solo dei rispettivi segni zodiacali o del nostro colore preferito, ma tra questo e le vicende sessuali atipiche della vita gay milanese ce ne passa.

Da sesso era impossibile non passare a un altro argomento perfetto per il primo appuntamento: le droghe. Il tema spunta fuori parlando delle vicende sessuali tipiche della Milano gay, dato che spesso la gente fa uso di alcune sostanze per amplificare la propria esperienza libidinosa. Con una gran nonchalance, dietro cui si cela una curiosità a dir poco investigativa da parte mia, gli chiedo come se fosse la cosa più ordinaria del mondo: “Ma tu fai uso di droghe?”.

In un primo momento mi guarda con sospetto, come se volesse capire se dietro la mia domanda si nasconde il desiderio di giudicarlo o solo una banale curiosità. Si ferma qualche secondo e poi mi dice “Ne ho provate alcune in passato”. Da questo momento in poi assume l’aria saggia tipica di un professore universitario e inizia l’elenco di droghe da lui provate, accompagnate da una puntigliosa spiegazione degli effetti. Arrivati alla terza droga la mia espressione era qualcosa del genere…

Non sarei mai in grado di rispiegare tutto quello che ho sentito, ma posso fare un breve riassunto delle cose principali che è bene sapere e che ho scoperto (dato che io non faccio uso di droghe sembrerò sicuramente molto ingenuo).

Il GHB, noto anche con l’affettuosa abbreviazione “il G”.

GHB GayE’ noto anche come la droga dello stupro. Cosa ti succede? Oltre a farti sentire bene ed euforico, aumenta un sacco il desiderio sessuale…in pratica ti faresti qualsiasi cosa ti trovi davanti. Il giorno dopo non ti ricorderai nulla però. Quindi è pericolosissimo perchè potresti ritrovarti a fare sesso non protetto. E’ liquido, incolore e inodore, basta qualche goccia in un bicchiere d’acqua: quindi la gente può mettertelo nel bicchiere senza che tu te ne accorga, infatti ci sono stati tanti casi di cronaca in passato di donne che venivano stuprate dopo aver bevuto a loro insaputa il G sciolto nel bicchiere da qualche malintenzionato (non bevete mai dai bicchieri degli sconosciuti!). E’ molto pericoloso se assunto con gli alcolici, rischi di finire al pronto soccorso. E’ per quello che quindi in discoteca vedete spesso ragazzi (generalmente quelli muscolosi a petto nudo) che bevono solo acqua: non perchè siano super salutisti che stanno attenti alla dieta anche quando vanno a ballare, ma perchè stanno assumengo il G.

Poi c’è l’MDMA. No, non è l’album di Madonna. Cioè…è anche quello. Ma in realtà nell’accezione originaria si tratta di una droga, quella che più comunemente viene definita ecstasy. Ti manda su di giri, però a differenza del G non ti fa venire quella pazzesca voglia di sesso. E’ una polvere oppure in piccoli pezzettini di carta che vengono chiamati cristalli. Invece mi spiegava che la cocaina se usata in piccole dosi fa allungare le prestazioni sessuali.

Partiamo dal presupposto che non giudico nessuno, però bisogna evitare tutte queste cagate perchè ti spappolano il cervello e fanno malissimo all’organismo.

Il tipello dell’appuntamento da quanto ho capito ha usato droghe in passato, adesso gli capita solo raramente. Almeno così sostiene. Però sentirglielo dire un pochino mi mette tristezza. Guardo quei begli occhioni scuri e mi dispiace, è un ragazzo che sembra avere tutte le cosine a posto, carne da fidanzamento… perchè fare delle cagate del genere? Non è già abbastanza bello il sesso “al naturale” anche senza droghe? Non so cosa pensare, però lui è carino e di sicuro non voglio precludermi di rivederlo solo perchè ha fatto qualche errore in passato.

paccoMi accompagna alla bici. Ci salutiamo. Gli metto la mano sul fianco stando a pochi centimetri da lui, sento il suo bel corpo tonico sotto la mia presa. Gli do un bacio sulla guancia, ci fissiamo dritti negli occhi per qualche secondo. E’ ancora lì davanti a me mentre slego la bici, abbasso lo sguardo per aprire il lucchetto e non posso fare a meno di notare un piacevole gonfiore sotto i suoi pantaloncini. Va beh.. vedi che anche senza droghe è possibile divertirsi?

 

Pansessuale, oltre al pisello c’è di più [TERZA PARTE]

Vi ricordate la storia del pansessuale? Ne avevo parlato in questi due post: Innamorarsi di un pansessuale? [PRIMA PARTE] e Innamorarsi di un pansessuale [SECONDA PARTE]. Per farla breve: avevo incontrato quello che sembrava il ragazzo da fidanzamento. Peccato che alla seconda uscita ho scoperto che non solo si fa pure le donne, ma anche i trans. Insomma, gli mancano solo i marsupiali. Quando me lo ha detto questa è stata la mia espressione.

Mi sembrava abbastanza per disorientarmi e farmi crollare l’ormone. Ma visto che se non tocco il fondo io proprio non ce la faccio a fermarmi, stasera dopo due mesi alla fine siamo usciti nuovamente. Mi sono detto: vediamo che succede… non può mica andare peggio dell’ultima volta. Povero illuso.

Infatti c’è di peggio. Perchè è stato lui a chiedermi di uscire, ma non come farebbe una persona normale, cioè con una telefonata o un messaggino. No. Mi ha invitato a uscire inviandomi su Whatsapp una nota vocale. Sapete cos’è? Per i pochi dinosauri che non ne sono al corrente: in pratica ti registri mentre parli e poi invii la registrazione tramite un file audio su Whatsapp. Chi può ricevere un invito per un appuntamento di tal genere? Solo un individuo che incarni la quintessenza della sfiga ai tempi degli smartphone. Eccomi, quello sono io.

Nota vocale

Ho sempre ricevuto con un certo sospetto le note vocali dagli amici, quando le ricevo riesco a far passare anche diverse ore senza ascoltarle perchè le trovo una cosa agghiacciante. Ma mai prima d’ora mi era capitato che un tipello mi invitasse ad uscire con un messaggio registrato. Lo trovo fuori luogo come se mi mandasse un piccione viaggiatore. E sapete qual è la cosa peggiore? Che alla fine ho detto di sì.

Mi invita per una birra. Rilancio proponendo quattro passi e un gelato. Mi porta in un posto carino. Ci sediamo e parliamo del più e del meno. Più va avanti la conversazione e più mi rendo conto che fisicamente me lo ricordavo molto più attraente. Più va avanti la conversazione e più mi rendo conto che abbiamo poco in comune. Più va avanti la conversazione e più mi rendo conto che non ho voglia di combinare nulla con lui, preferisco tornare a casa. Ma dopo due mesi che non ci vediamo mi sembra doveroso stare un po’ più di tempo insieme.

Facciamo quattro passi. Chiacchieriamo di viaggi, case, … conversazioni che potrei fare con un qualsiasi estraneo. Fino a quando tira fuori il lato intrigante della sua personalità. Mi racconta della sua esperienza in serate bisex di alcuni locali milanesi. Ebbene sì, perchè a Milano ci sono locali che fanno serate a sfondo sessuale in alcuni circoli gay privati, questi locali vengono in genere chiamati “cruising”. In genere la clientela è al 100% maschile, eccetto alcune serate in cui è consentito l’accesso anche alle donne.

Sapevo dell’esistenza di queste serate, ma ho sempre pensato che non ci andasse nessuno, soprattutto se di sesso femminile. Ma il mondo è bello perchè è vario, dicono. Infatti a quanto mi racconta alcune donne ci vanno. Ma quali? Mi chiedo io. Mi spiega che sono donne curiose ed esibizioniste che vanno con il proprio uomo per farsi guardare da altri maschi mentre fanno sesso col proprio compagno. Che poi mi chiedo: ma non possono andare in un locale di scambisti per etero?

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Mi dice addirittura di aver visto alcuni ragazzi effemminatissimi che di fronte a una donna nuda si sono gettati ai suoi piedi e hanno iniziato a …uhm, come posso dirlo senza essere volgare… assaggiarne come se non ci fosse un domani. Lui in genere è curioso, solo che alla fine nonostante sostenga che a lui la patata non dispiace si sente un po’ bloccato verso il gentil sesso quando si tratta di quagliare. Il mio commento è lapidario: “Forse perchè in realtà non è esattamente quello che ti piace”. Lui risponde dicendomi che non gira tutto intorno al pene come pensiamo noi gay, perchè “…oltre al pisello c’è di più”.

Non lo so. Nonostante questa sua stranezza un po’ continui a intrigarmi, alla fine rimango bloccato. Dopo aver camminato un po’ mi rendo conto che si è fatto tardi. Ci salutiamo. Siamo in mezzo alla strada. A due metri da noi c’è una ragazza che parla al cellulare. Faccio per baciarlo sulla guancia. Mi ferma tenendomi il fianco con la mano e mi stampa un bacio in bocca. Le sue labbra sono morbide, fresche. Per un attimo vorrei cedere e far durare quel bacio di più. Ma poi mi stacco. Lo guardo negli occhi. Mi dice che vorrebbe rivedermi presto. Rispondo che non mancherà l’occasione. Mi volto e mi incammino verso casa.

Rieccheggiano ancora nella mia testolina le sue parole “…oltre al pisello c’è di più”. Non riesco proprio a capire come possa provare attrazione sia verso il pisello sia verso la patata. Continuo a sentire dentro la sua voce che le ripete senza sosta… fino a quando la mia mente malata fa un collegamento mentale agli anni Novanta, ai tempi di Jo Squillo e Sabrina Salerno che cantavano Donne, oltre le gambe c’è di più. E vedo subito tutto con occhi diversi: Caro pansessuale, forse hai ragione, oltre al pisello c’è di più. Ma a me il pisello basta, tieniti pure tutto il resto. Questa volta mi sa che è davvero l’ultima che ci vedremo. Forse…

A volte ritornano. E fa un po’ male

E’ successo: ci siamo rivisti. Parlo di Martino*, il ragazzo per cui avevo preso una sbandata lo scorso inverno e che, con la mia solita fortuna, dopo poche settimane di frequentazione è andato a lavorare dall’altra parte del mondo. I am a lucky man.

E’ tornato qui in Italia per lavoro un paio di settimane, rimarrà qui ancora qualche giorno. Proprio ieri alla fine siamo riusciti a vederci. Non sapevo cosa aspettarmi, se un appuntamento da scopata o un primo appuntamento o qualcosa di più simile a un’uscita tra amici.

Arrivo con un po’ di anticipo all’appuntamento. Lo vedo uscire dalla metropolitana. Mi fa un effetto strano: è come se vedessi per la prima volta un tipo che non ho mai incontrato prima e tra me e me dico “Che carino”, ma al tempo stesso dopo pochi istanti riconosco quei lineamenti e lo sguardo che mi avevano colpito la prima volta e mi sembra che non sia passato poi così tanto tempo.

Abbiamo fatto una passeggiata al parco sorseggiando una birra, ci sediamo su una panchina. Mi racconta come sta andando la sua esperienza. E’ felice della sua scelta, sta bene là.

Parco

Ad un certo punto gli dico che mi son sempre chiesto come mai abbia deciso di andare così lontano, cosa che in effetti continuo a domandarmi quando penso a lui. In effetti mi ha sempre detto che voleva cambiare aria e che Milano gli stava stretta, però non si è mai sbilanciato di più. Sapevo che non era solo questo. Parlando ad un certo punto dice “Dopo diversi anni di relazione qui a Milano, quando è finita mi sembrava di non avere più nulla qui.  Mi hanno proposto di andare all’estero a lavorare e avrei accettato qualsiasi destinazione”.

E qui allora capisco la verità, quella verità che mi ero sempre immaginato e che non mi aveva mai detto esplicitamente: stava scappando dal passato ingombrante di una relazione finita male. Saperlo mi fa uno strano effetto, ma non capisco quale: non so se sapere questo sia un sollievo o se mi dovrebbe far sentire peggio. Sento solo di essere stato per lui una meteora di passaggio che gli ha tenuto compagnia durante il conto alla rovescia verso la sua nuova vita lontano da qui.

Decidiamo di cenare insieme. Andiamo in uno di quei posti dove si mangia bene, si spende poco, il servizio è tremendo e ti ritrovi al tavolo appiccicato a degli estranei. Le classiche cose che fanno tendenza a Milano. Chiacchieriamo, beviamo un paio di bicchieri di vino, mangiamo bene. Scherziamo e ridiamo. Mi rendo conto sempre di più quanto sia diverso dal classico ragazzo che puoi conoscere a Milano, così particolare, carino, anche se un po’ chiuso e corazzato verso l’esterno, verso una persona come me, lui sa che ho un debole per lui. Mi sembra che la serata proceda bene. Ma ho sonno, anche lui ha l’occhio stanco.

Mi chiedo se ho voglia di invitarlo a casa. Non lo so. Mi andrebbe ma ho troppo sonno e so che potrei non godermi quei momenti insieme come vorrei. Nessun approccio o riferimento vagamente porcelloso nè da parte mia nè da parte sua. Usciamo dal ristorante e camminiamo verso la metro. Arriviamo all’ingresso. Ci fermiamo un momento. Lui mi saluta con un vago “Ci vediamo presto”. Io non propongo nè di venire a casa mia nè di rivederci con più calma prima della sua partenza.

“Ci vediamo presto”. Questo è il modo in cui mi saluta dopo non esserci visti per sei mesi e aver passato una piacevole serata. Tutto qui. Cosa sta dietro a queste parole? Cosa significano? La mia espressione quando ho sentito tali parole temo sia stata la seguente…

Vuol dire che mi ha dato il contentino concedendomi una piacevole serata perchè sono stato io ad invitarlo? Forse, come è tipico di lui, non ha fatto la prima mossa per portare la serata al “livello successivo” e si aspettava che la facessi io, che invece non mi sono sbilanciato? E’ stato bene con me ma non abbastanza? Ha un fidanzato dall’altra parte del mondo e non potrebbe andare oltre con me? Gli piaccio ma non avrebbe senso andare oltre perchè viviamo in due angoli del mondo diversi? O semplicemente non gli piaccio abbastanza?

Non ho queste risposte. Non posso di certo chiedere a lui di darmele. E allora mi consolo ascoltando la canzone della prima sera in cui sono andato a casa sua (raccontata nel post La prima cena: offro io o offri tu? Paranoie da appuntamento), la sera che mi ha detto che probabilmente sarebbe partito nel giro di poco tempo. Una canzone che ben si addice allo stato d’animo che provo quando penso a lui.

 

* Il tipo per cui ci ero rimasto sotto lo scorso inverno, ne ho parlato in ordine cronologico nei post Panico da “pre-appuntamento”, Rivedere un ragazzo dopo una one night stand e di striscio in Venerdì sera e l’orgasmo mancatoCome inizia la settimana? Ricordi da strip chessE poi anche in La prima cena: offro io o offri tu? Paranoie da appuntamento, Bilancio del week-end: Confuso e FeliceIl bacio che mi dovevi, E l’amaro in bocca in questo autunno dolciastro e infine in Tre cose che non sono andate come dovevano a dicembre

I sei gradi di separazione di bellezza: da mostro a strappamutande

Un episodio che mi è successo questa sera mi ha fatto riflettere molto profondamente su una cazzata inutile cosa interessante. Avete presente la teoria dei sei gradi di separazione? In pratica in base a questa teoria qualunque persona può essere collegata a qualunque altra persona o cosa attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di 5 intermediari.

A partire da questa teoria, ho elaborato a mia volta un’ipotesi che ripercorre i sei gradi di separazione tra i gay in chiave sentimentale o da accoppiamento.

Mi spiego meglio. In base alla bellezza però (viva la superficialità). Si può rientrare in uno dei sei livelli in base al tuo aspetto fisico. Nell’ordine: mostro, normalmente brutto, normale, carino, manzo, strappamutande.

A seconda del livello specifico in cui rientri, sei destinato a fidanzarti o copulare per una strana legge non scritta della natura con uno che rientra nel tuo stesso livello. Oppure al massimo con uno che rientra nel livello subito sopra (che culo!) o in quello sotto (che sfiga).

Ecco la descrizione dei sei livelli che ci può aiutare a interpretare il mondo che ci circonda.

PRIMO LIVELLO: i mostri

riportoSono quelli che quando passano ti giri. Ma dall’altra parte. Infastidisce già solo quando rientrano nella traiettoria del tuo sguardo. Perchè non solo sono brutti, ma proattivamente si peggiorano.

Giusto per dare un’idea, fanno parte di questa categoria personaggi come i riporto a più non posso”, cioè quegli uomini a cui è rimasto solo un ciuffo di capelli alla base della nuca, ma che riescono a utilizzarlo tramite strane soluzioni architettoniche per coprire l’intera superficie del capo.

Ma le sottocategorie specifiche sono numerose, questa l’ho descritta solo per fornire un esempio che possa far capire di che personaggi stiamo parlando.

SECONDO LIVELLO: i normalmente brutti. 

Sono quelli che alla fine non ci possono far nulla: sono nati cessarelli ma alla fine non è colpa loro, semplicemente sono arresi alla propria bruttezza. Ma questo non vuol dire che abbiano altre qualità. Ma almeno, a differenza del livello dei mostri, non fanno nulla per peggiorarsi.

mimetizzarsiTERZO LIVELLO: i normali. 

Se qualcuno ti chiede “Com’è quel tipo?” e tu non riesci a commentare altro se non “Normale, niente di che”, allora sei di fronte a un esemplare di questa categoria.

Non li noti perchè si mimetizzano nell’ambiente circostante, tipo un camaleonte.

Sono quelli che quando li vedi non ci fai nemmeno caso, non ti soffermi a guardarli e dopo due secondi te ne sei già dimenticato.

QUARTO LIVELLO: i carini. 

Son graziosi, piacevoli da guardare… hanno un aspetto gradevole, magari un particolare molto carino (occhi, fisico, sorriso,…), ma hanno anche in genere qualche difetto o limite che non permette loro di rientrare nella categoria superiore.

QUINTO LIVELLO: i manzi. 

Son quelli che quando li vedi su Grindr hanno delle foto da book da agenzia di moda.

Quelli che di addominali non ne hanno 6, ma 8. Quelli che han fatto tanto di quello sport da sembrare una statua greca. Quelli che in discoteca aspettano al massimo trenta secondi prima di levarsi la maglietta. Quelli che fanno i go go boy nei locali… insomma quelli che tutti vorremmo farci.

Ma lasciamo momentaneamente da parte l’ultima categoria.

Le dinamiche di accoppiamento tra i vari livelli

Di solito succede che ti accoppi con uno della tua stessa categoria o di una attigua: se sei normale ti metti con un carino o uno brutto; se sei uno normalmente brutto ti vedi con un mostro o con uno normale; etc etc… quasi mai capita che un mostro vada con un bel ragazzo perchè le categorie son troppo distanti. A meno che il mostro sia ricco. Ma questo è ben altro discorso.

Io penso di potermi collocare tra i carini. Lo dico senza falsa modestia. Sono sempre piaciuto ai tipelli, quindi ogni tanto ho anche azzardato l’approccio con qualche manzo con successo e reciproca soddisfazione. Ma quello che mi è successo oggi è oltre ogni limite, sono incappato in una vera rarità, più preziosa del tesssssoro del Signore degli Anelli. C’è una categoria infatti che va al di là del manzo, rappresentata da ben pochi esemplari umani, è la sesta categoria: lo strappamutande.

David GhandyIn genere non è difficile riconoscerlo: è quello che sembra l’incarnazione di Gandy (e intendo David, non Mahatma) o di Brad Pitt (da giovane intendo, non da quando sta con Angelina).

Quando passa, tutti si girano a guardarlo. Quando lui è nei dintorni, sembra che il tempo si fermi. Quando ti rivolge la parola (per qualche fortunato motivo), aspetti un minuto prima di rispondere perchè per un attimo hai dimenticato chi sei e dove ti trovi.

Quando muove il capo o si mette le mani tra i capelli, sembra che abbia una tecnico della luce che sposta il sole apposta per far sì che i riflessi lo bacino come su un set cinematografico. Sembra che i vestiti siano stati pensati per lui e gli siano stati cuciti addosso. Ma soprattutto: quando ne vedi uno, senti un brivido che ti scorre dal cervello fino alle mutande e là sotto ti si risveglia tutto…ed è per questo che si chiamo gli strappamutande.

Ebbene sì, stasera sono uscito con uno di questi esemplari. Ci eravamo scambiati il numero su Grindr e già avevo capito che era davvero stupefacente e che stavo rischiando di uscire con uno assolutamente fuori dalla mia portata, ma mi son chiesto: “Cosa ho da perderci?”. Ci accordiamo per fare due passi in centro.

Vedermelo davanti di persona quando ci siamo presentati mi ha fatto azzerare la salivazione. Una bellezza che non potrei definire con un altro temine, se non “invadente”, perchè non c’è nulla da fare: mentre ti parla non puoi fare a meno che ripeterti quanto sia bello. Ogni istante che passa in sua compagnia noti qualcosa di nuovo e stupendo in lui che prima non avevi ancora notato. Perchè è tutto bello.

Tra l’altro in questo caso mi sono imbattutto in un ragazzo che ha anche carattere, quindi non una di quelle fighe lesse tipiche milanesi che ti parla solo di palestra, vestiti e di come puoi evitare gli accumuli adiposi anche sui lobi delle orecchie.

Non appena ci siamo presentati ho sentito un senso di disorientamento come quando sono arrivato la prima volta a New York e mi son chiesto dove sono e cosa ci faccio qui. Dopo 30 secondo mi son detto: “Ma che stiamo a perder tempo a fare?”, tanto è talmente evidente che siamo su due livelli diversi che non ha nemmeno senso andare oltre.

Ci eravamo detti di stare insieme una mezz’ora perchè poi entrambi avevamo un altro impegno. Lui, invece di darsi alla fuga dopo un minuto con qualche scusa, è rimasto con me per fare quattro chiacchiere. Educato e garbato. Un po’ asciutto e sicuro di sè. Non esattamente il genere di personalità che mi fa impazzire, ma sicuramente una persona di carattere che sa quello che vuole.

Io ero completamente in soggezione, non sapevo che dire…mi sentivo un pesce fuor d’acqua e non son riuscito a tirar fuori nessuno degli aneddoti da primo appuntamento che di solito uso per rompere il ghiaccio. Di sicuro non ho brillato per simpatia. E’ stato un incontro in cui non è scattata nessuna chimica, che non mi ha lasciato qualcosa che vada al di là della enorme scarica ormonale causata dalla sua bellezza. Ma anche questa non è mica robetta da poco.

Alla fine la mezz’ora è passata, ci siamo salutati, lui mi ha concesso un sorriso. Quel sorriso di chi ha già deciso…come diceva Gianluca Grignani. Quel sorriso di chi ha già deciso che non mi richiamerà manco a morire! In questo caso, la mia prova che la legge dei sei gradi di separazione di bellezza funzioni davvero penso di averla avuta…. non rischiate anche voi!

Quelli sbagliati ti inseguono sempre

E giusto per la cronaca, come volevasi dimostrare, alla fine il bel manzetto con l’addominale scolpito e quattro neuroni (ne avevo parlato in Allacciate le cinture e la domenica del six pack) si è fatto sentire in questi giorni dopo quasi due mesi… non per un invito galante, ma per vedersi una di queste sere in giro… comunque mi ha cercato. Io me l’ero già dimenticato in pratica, quando ho visto il suo messaggio la mia reazione è stata qualcosa del tipo:

Come dissi dopo esser uscito con lui:

Non so, ho come l’impressione che per quanto mi piaccia fisicamente potrei anche fare a meno di farmi risentire da lui. Ma sono sicuro che sarà lui a cercarmi nuovamente, non so come faccio a dirlo ma è così. Da una parte mi sento attratto e ha una genuinità e una tenerezza che mi attirano, dall’altra mi rendo conto che non potrei passarci così tanto tempo perchè abbiam ben poco in comune.

D’altra parte, più sono sbagliati e più ti ronzano intorno.

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