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Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/
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Sei un fidanzatino innamoroso? Sette segnali per capirlo

Eh sì. Molti si saranno chiesti che fine ho fatto in questi ultimi mesi di silenzio (ma forse anche no).

Fagocitato completamente dal lavoro? NO…ma non siamo troppo lontani.

Ho deciso di abbandonare il blog per convertirmi alla patata? NO grazie, non voglio vederla manco in foto.

Brigitte NielsenHo cambiato sesso? NO, anche se ogni tanto penso che avere le tette sarebbe un ottimo upgrade.

E’ successo l’insperabile, l’inimmaginabile, l’imperscrutabile, l’imprevedibile…  meno probabile di un’invasione aliena di porno-amazzoni arrapate al seguito di Brigitte Nielsen alla ricerca di Rocco Siffredi durante l’Isola dei Famosi; meno probabile di Signorini che dice a Silvia Toffanin che lei è una completa decerebrata;  meno probabile di Vespa che caga sul plastico di Cogne in diretta. Ebbene sì: mi sono fidanzato.

Chi è il poveraccio fortunato? Il ragazzo di cui parlai a ottobre in questo post Innamorarsi dopo i trenta: istruzioni per l’usoBeh, la cosa si è  evoluta e posso finalmente affermare di aver abbandonato lo stato di cronicamente single. E di averlo fatto nel peggiore dei modi, tramutandomi in ciò che ho sempre odiato di più. Non lo avrei mai detto: sono diventato uno delle figure più temibili che rovinano la nostra società, il fidanzatino innamoroso! Come ti rendi condo di essere entrato a far parte di questa terribile cerchia di loschi figuri? Voglio spiegarvelo proprio adesso, perchè si avvicina S.Valentino ed è bene che vi guardiate da chi vi sta intorno e rientra in questa sordida cerchia.

Sei un fidanzatino innamoroso?

Sette segnali per capirlo

 

spank0-01) Quando state a casa (o peggio ancora in giro) siete un continuo abbracciamento, palpugliamento, prendersi manina-manina, bacino- bacetto…sembrate più inscindibili di un atomo, provocando pessimismo e fastidio nelle persone che malauguratamente si trovano vicino a voi.

2) Sembrate un disco rotto che continua a ripetere improbabili nomignoli: patato, micino,  muso, musetto, prosciuttino, topolino, amo, ‘mo, ‘more, fringuellino, pisello, pisellone, stupendissimo, patatosolo, … e chi più  ne ha più ne metta. Mi si è talmente deformato il cervello che ormai l’altro giorni per sbaglio ho chiamato il mio capo “patato”. Non ho mai visto un’espressione così perplessa sul suo volto. Per fortuna ho ancora un posto di lavoro.

3) Sostituite gli otto vodka lemon del venerdì sera in disco con un dvd di un film di Almodovar o di Cristina Comencini a casa (ma perchè una volta quando ero single mi mettevano così tanta tristezza e ora no?).

4) Riscoprite il piacere di uscire con i vecchi amici che sono in coppia da tempo e che per anni avete evitato come le svendite dell’Oviesse con le scuse più creative perchè non erano divertenti. Li trovavate noiosi.Ora anche voi siete come loro agli occhi dei single, sappiatelo.

5) Prima di confermare un appuntamento, un programma o un impegno dite: “Devo parlarne col mio fidanzato”. Sì sì… un po’ di onestà, se avete voglia di fare una cosa direste subito di sì anche se fosse illegale!

6) Vi capita di programmare quando farete sesso. Non sempre logicamente, ma qualche volta dite al vostro lui: “Lo facciamo domani invece di stasera che ho sonno?”.  E’ solo un ricordo quando uscivate come dei veri esploratori nel week-end conquistando molteplici prede in una sera sola.

7) Cominciate a fare sempre meno cose da soli. Ormai tutto si fa in due: si smette di fumare, ci si iscrive in palestra, si adotta una nuova crema allo iacido ialuronico…insomma, tutte le cose che contano davvero.

Non vi dico in quali e quante di queste sette mi ritrovo 😉

E così,  dopo lunghissimi anni di singletudine,  ho ricominciato a scoprire i romantici orizzonti della vita verso i quali ogni giorno camminano mano nella mano i fidanzatini innamorosi. Durerà? Speriamo!

Comunque, giusto per la cronaca, esser fidanzato non vuol dire necessariamente che la vita sia più noiosa e quindi non ho più nulla da raccontare qui..è  solo che sono ancora in quella fase in cui il mio tempo libero lo passo sempre stampato come un adesivo sul mio fidanzato, quindi ho poche occasioni per scrivere sul blog.

Sono felice. Vi assicuro che le avventure non finiscono anche da fidanzato…ma va beh…proverò a raccontarvele senza  annoiarvi troppo se ne avrete voglia. E per concludere con un tocco di trash…posso dire che adesso non sono più da solo, ma siamo in due. Come cantava quella vecchia saggia di Ivana Spagna.

Buona notte!

EvaQ: quando lo spot è una cagata

Pensavate che il limite del trash lo avesse raggiunto Simona Ventura nello spot di Pittarosso? Pensavate che dopo circa vent’anni dal jingle Falqui, basta la parola! nessuna pubblicità potesse far tornare a parlare il piccolo schermo in modo così fine e poco allusivo dell’attanagliante problema della pigrizia intestinale? Immagino la risposta che vi state dando sia “Sì, pensavamo il peggio fosse passato”. E invece vi sbagliate. Perchè oggi c’è EvaQ. Dal nome potrebbe sembrare tante cose…e invece è proprio quello che non vorremmo che fosse, un lassativo.

Partiamo dal nome: EvaQ. Sembra il nome di una eroina dei fumetti, probabilmente la cugina affetta da meteorismo di Eva Kant, la compagna di Diabolik. Quella che alle elementari era sempre seduta da sola nell’angolo perchè nessuno voleva starle vicino per via dell’aspetto poco accattivante e della pancia sempre un po’ gonfia.

I latini dicevano Nome Omen, cioè nel nome sta scritto il nostro destino oppure le caratteristiche della nostra persona. EvaQ è la dimostrazione che tale detto vale ancora nel 2014: perchè il nome di tale fanciulla non è altro che l’inizio della parola Evacuare. Sì, esatto…nel senso di espellere dall’intestino. Per mascherare (ma non troppo) questa inevitabile associazione mentale, i geni del marketing che hanno partorito tale prodotto hanno pensato di attribuirgli nello spot caratteristiche antropomorfe. Per non cadere nella banalità la scelta è stata quella di rendere Eva-Q una simil-eroina pesudo-figa, perchè magari se è figa nessuno non che stiamo parlando in realtà di un lassativo. Che lo spot abbia inizio!

Musichetta in stile Charlie’s Angels. La nostra EvaQ compare dall’ascensore coperta da una tutina bianca aderentissima che, dalla cinta in su, è dotata di bollicine scopiettanti che nemmeno Lady Gaga oavrebbe mai il coraggio di indossare (il messaggio subliminale ci suggerisce che si tratta di un prodotto effervescente). EvaQ si incammina con decisione verso una porta, che scopriamo subito essere la porta del bagno. Da qui esce la vittima che la nostra eroina deve salvare: una poveraccia che è rimasta chiusa lì dentro da due ore per via di un implacabile blocco intestinale.

A questo punto arriva il momento della spiegazione scientifica: EvaQ è la supposta effervescente contro la stitichezza che nel giro di soli 10 secondi stappa qualsiasi punto del tuo intestino sia otturato come non riuscirebbe nemmeno a fare mastro Lindo Idraulico Liquido con tutta la sua montagna di muscoli (questo momento della spiegazione è accompagnato da un’immagine che non lascia nulla al caso dove si mostra la supposta che entra nell’ano per poi disciogliersi rapidamente).

A questo punto la nostra nuova eroina apre il suo tablet (un tablet?!) dove compare la scritta Missione Compiuta! Scusate ma sono idiota io o questa è davvero una grande cagata? E scusate il gioco di parole.

 

 

Suor Cristina canta Like a Virgin di Madonna: ecco il motivo

Suor CristinaVi ricordate Suor Cristina? Quella che ha vinto The Voice, esatto. Ha lanciato un video in cui canta Like a Virgin di Madonna. In questo post spiegherò la genesi di questa scelta, secondo il mio personalissimo e inutilissimo parere.

PERCHE’ SUOR CRISTINA HA SCELTO LIKE A VIRGIN? 

Visto che non se la filava nessuno e ormai non le facevano più cantare nemmeno l’Ave Maria sotto la doccia, tra un rosario e l’altro la suora ha pensato: “Se voglio che qualcuno mi caghi adesso che sto per lanciare il nuovo album devo fare una stronzata, ma una stronzata davvero grande… ad esempio: stracciare la foto del Papa! Uhm…no, quello lo ha già fatto Sinead O’Connor. Allora cosa potrei fare? Mettermi un pipistrello vivo in bocca invece dell’ostia durante la Comunione…uhm, no, nemmeno questo, ci ha già pensato Ozzy Osbourne. Com’è difficile avere un talento mediocre e voler diventare famosi! E pensare che credevo bastasse fare la scuola di musica di Claudia Koll per arrivare da qualche parte…“.

Dopo lunghe meditazioni notturne e confronti coi peggiori discografici calabresi, l’illuminazione divina è arrivata nella testolina di Suor Cristina: “Farò una cover di uno dei personaggi che negli ultimi trent’anni ha preso di più per il culo la Chiesa e i suoi simboli per trarne profitti e visibilità mediatica: Madonna! Ma sarà sufficiente? Forse no… ormai ha ripulito un po’ troppo la sua immagine… forse dovrei scegliere uno dei suoi brani più controversi… ma certo! Canterò Like a Virgin, è una delle canzoni che hanno fatto la storia della musica pop. Con quella faccio il botto sicuramente!“.

POCHI GIORNI DOPO….ECCO IL VIDEO

Logicamente l’eco mediatica non si fa attendere, addirittura la stessa Madonna spara un paio di tweet, il primo in cui insinua in modo molto sotto le righe l’ipotesi di plagio “#bitinghard”, il secondo più in stile “volemose bene!”. In Italia tutti i siti, blog e giornali ne parlano.

Tweet Madonna Suor Cristina

I tweet di Madonna su Suor Cristina

Ma non finisce qui, l’instancabile suor Cristina, compresa la grande stronzata fatta, si giustifica in un’intervista rilasciata all’Avvenire (il giornale della Chiesa) quando le chiedono “Ma perchè caz… hai scelto proprio questa canzone?“, lei candidamente risponde : “L’ho scelta io. Senza nessuna volontà di provocare o di scandalizzare. Leggendo il testo, senza farsi influenzare dai precedenti, si scopre che è una canzone sulla capacità dell’amore di fare nuove le persone. Di riscattarle dal loro passato. Ed è così che io ho voluto interpretarla. Per questo l’abbiamo trasformata dal brano pop-dance che era, in una ballata romantica un po’ alla Amos Lee. Cioè a qualcosa di più simile a una preghiera laica che a un brano pop.

Ok. allora cara suor Cristina, ti riporto io alla realtà: c’è solo una e una sola interpretazione corretta del brano Like a Virgin, quella che viene data nelle Iene da Quentin Tarantino. Non l’hai visto? Non ci credo… ad ogni modo basta guardare il video qui sotto, così te ne rendi conto. Allora aspetto con Ansia il tuo nuovo video, magari una cover di Papa don’t Preach. Magari anche di quella nessuno aveva capito il vero senso…

 

Innamorarsi dopo i trenta: istruzioni per l’uso

Innamorarsi dopo i trenta è possibile? Sì. O almeno credo. Una cosa l’ho capita: di sicuro succede in modo diverso rispetto a quando hai vent’anni. Questa, per quanto banale, è la conclusione a cui sono arrivato stasera dopo diversi bicchieri di champagne bevuti con una delle mie più care amiche confrontandoci su cosa ci sta succedendo superata irrimediabilmente la soglia dei 30.

Ora mi spiego meglio.

Mono MilanoNell’ultimo mese e mezzo non ho più scritto sul blog le mie vicende amorose perchè non ho avuto tempo. Ma di cose ne sono successe. In breve: ho conosciuto a inizio settembre un ragazzo molto carino al Mono (=locale gay milanese). Lui mi rimorchia con la banalissima scusa “Hai da accendere?” e attacca subito bottone. Chiacchieriamo qualche minuto, ma dopo un po’ con i miei amici decidiamo di spostarci al Chiringuito (= altro locale gay milanese poco distante dal Mono). Lui mi segue a breve là coi suoi compari. Continuiamo a conversare amabilmente, io sono già arrivato a un livello di vodka lemon socialmente poco accettabile. Scatta il limone. Ci scambiamo il numero.

Quando mi alzo il giorno dopo è black out. Gli scrivo, facendo presente che non ricordo il suo nome e nemmeno tutto quello che ci siamo detti. La sera ci si incrocia nuovamente al Mono, io sono di fretta perchè devo andare a ballare coi miei amici. Ci salutiamo velocemente. Vado in disco. Ci risentiamo a fine serata su Whatsapp. Ci ribecchiamo. Quattro chiacchiere su una panchina. Limone duro. Lo invito a casa mia. Dorme da me. Da qui inizia una frequentazione che va avanti per settimane.

Qual è il punto?

Lui è carino, dolce, mi riempie di attenzioni. Mi piace. Ma non provo quel trasporto che ho sempre provato fin dal primo istante in cui incontravo qualcuno che mi piaceva fino a qualche anno fa. Una volta mi bastava uno sguardo e nella mia mente la sentenza era chiara: questo è l’uomo della mia vita. E’ perfetto.  Non voglio avere che lui. Non c’è nessun altro che mi farei.

Adesso non mi capita più. Quello che sento adesso è qualcosa di differente. Usciamo. Quando lo vedo arrivare da lontano tra me e me non posso fare a meno di pensare che sia davvero carino. Mi fa ridere. Ci capiamo. Però manca quella sensazione viscerale che mi prede allo stomaco. Eppure sto bene. Sono contento.

Già dopo un paio di settimane lui mi fa un discorso chiaro: se vuoi che ci vediamo, non voglio che tu esca con altre persone. Il discorso mi spiazza. Se non siamo insieme (e io non voglio mettermi insieme a lui al momento), perchè dovrei rinunciare a tutti gli altri? Allora che senso ha? Sta di fatto che io non sto vedendo nessun altro ma al tempo stesso non mi sento pronto per una relazione stabile. Glielo dico. Sono sincero.

Continuiamo a vederci. Sempre. Quasi ogni sera dormiamo insieme o da me o da lui. Durante la giornata penso a lui. Però manca ancora quel nodo attorcigliatissimo allo stomaco che mi spremeva l’anima una volta quando mi innamoravo.

Ma allora cosa vuol dire? Sto bene con lui, ho voglia di vederlo, ma perchè non mi succede quello che mi capitava una volta? Forse è solo che voglio avere qualcuno di fianco? O forse semplicemente quando diventi grande i sentimenti non nascono in modo impetuoso ma crescono mano a mano che conosci una persona per poi farti ritrovare innamorato dopo qualche tempo?

Parlandone con la mia amica anche lei mi dice che le sta capitando la stessa cosa. Sarà che a trent’anni cerchi qualcosa di più del colpo di fulmine o che forse semplicemente il colpo di fulmine non arriva più e scopri un nuovo modo di innamorarti.  La conclusione potrebbe essere questa. Oppure forse mi capiterà di prendermi ancora una sbandata per un ragazzo e rivivere tutto come una volta. Forse quello che sto vivendo è solo un innamoramento a metà e me ne renderò conto tra qualche tempo.

Alla fine il titolo del post era un po’ ambizioso: di sicuro non sono io quello che può spiegare come ci si può innamorare dopo i trenta. Sarà che sto cercando il principe azzurro di cui innamorarmi perdutamente per sempre. Ma ad ogni modo, fino a quando questo non succederà, va bene anche sbagliare con tutti quelli che poi forse il principe azzurro non lo sono.

Valerio Scanu imita Anna Oxa

Ok, me lo ero perso quando è successo quasi un mese fa. Ma che dire? Si vede che Valerio Scanu travestito da donna ci si trova proprio bene. Un po’ Alien un po’ Anna Oxa, ma alla fine è stato bravo.

Per vedere tutta la perfomance, CLICCA QUI.

Simona Ventura a Ballando con le stelle [VIDEO]

Per quanto super Simo mi manchi un sacco in TV, avrei potuto tranquillamente fare a meno di vederla in questa sua performance zoppicante.

Simona Ventura Ballando con le stelle

Clicca sull’immagine per vedere il video su Rai.tv

Volevo ripescare la sua esibizione di tanti anni fa quando aveva imitato lo spogliarello di Demi Moore al David Letterman show, ma in rete non ce n’è traccia. Allora mi consolo con l’originale…

Sono vivo

Scrivo un post solo per avvisare chi mi sta scrivendo via mail che sono vivo… è solo che questo settembre mi sta prosciugando. Troppo lavoro… e forse un semi-fidanzato nuovo a cui badare. Spero di riuscire a raccontarvelo nei prossimi giorni!

Nel frattempo mi cospargo il capo di cenere e con umiltà mi nascondo nel cassonetto dell’immondizia per scusarmi di questa lunga assenza. Buona serata!

Umore da rientro

Primo giorno di ufficio e già ho superato le 11 ore filate di lavoro saltando la pausa pranzo. Si ritorna alle vecchie abitudini. Sto meditando su come sarà il mio ingresso domani in ufficio … qualcosa del genere insomma…

Buone vacanze con Claudio Marchisio (semi)nudo

Domani parto, volevo quindi scrivere un post di saluto per augurare buone vacanze a chi sta partendo come me e per offrire qualche minuto di una sana lettura a chi invece rimane qui. Anche lo scorso anno lo volevo fare ma poi non ho avuto il tempo e mi son fatto perdonare a fine agosto con Gli uomini più belli dell’estate 2013 in costume: combattiamo così lo stress da rientro

Questa volta ho pensato di dedicare il post di buone vacanze a un ragazzo che è entrato nella TOP 5 dei miei sogni: il calciatore Claudio Marchisio. Per settimane ho continuato a rimanere ipnotizzato mentre andava in onda la pubblicità di uno shampoo di cui fa da testimonial. E’ tanto fikello da non sembrare nemmeno vero.

Ed ecco quindi alcune gallery per conoscerlo meglio. Partiamo da alcuni primi piani.

Tempo di lettura: minimo 45 minuti di contemplazione per ogni foto.

E poi passiamo a una foto gallery di Claudio Marchisio in costume al mare o comunque semi-nudo sul set della campagna per l’intimo di Dolce&Gabbana, anche se in quest’ultimo caso devo dire che le foto non gli rendono del tutto onore. Ad ogni modo…buona visione e buone vacanze!

Amori estivi? Meglio di no… forse

Ci sono alcune cose che continuo a ripetermi di non fare perchè vanno contro qualsiasi regola di buon senso ma che, puntualmente, faccio. Giusto per citarne alcune:

  • non limonare in pista quando vai a ballare come se avessi 15 anni, perchè ormai hai il doppio di quella età
  • non salire sul cubo in discoteca
  • non mettere i jeans bianchi
  • non indossare i cappellini con la visiera (questa non la faccio però)
  • non andare in camporella visto che puoi permetterti una camera in hotel
  • etc etc etc… potrei andare avanti per ore

Ma soprattutto: non prenderti una sbandata in vacanza! Perchè io sono un veterano in questo genere di faccenda. In genere ogni estate mi regala qualche amore impossibile in un’altra città, paese, continente,… più sono lontani e più è irresistibile l’attrazione che scatenano in me. E io ci casco, almeno fino a ottobre o novembre. Poi si torna più o meno alla normalità, con qualche ferita da leccare però.

2014: amore estivo anche questa volta?!

 

Fantozzi arrapatoQuest’anno pensavo di essermela cavata, almeno nella prima parte delle ferie. Sono stato via infatti con amici in una cittadella del Nord Est per qualche giorno di pre-vacanza prima di fare il viaggio vero e proprio al mare che mi aspetta tra un paio di giorni. Nonostante il tempo orribile con pioggia, ho passato dei bei momenti. Anche se negli ultimi giorni l’aria vacanziera mi ha provocato un enorme scarica ormonale da adolescente che ho sentito l’esigenza di placare sondando ogni chat – scrutando lo schermo del telefono con tanto di espressione allupata e lingua di fuori in stile fantozziano – per scovare qualche autoctono degno di un’uscita insieme. Ma sfortunatamente l’offerta locale era poco generosa….almeno fino all’ultima notte.

L’ultima sera infatti mi contatta su Grindr un ragazzo che vive a circa mezz’ora di strada da dove mi trovo. Sono a cena fuori con amici. E’ appena arrivato l’antipasto. A differenza delle consuete dinamiche da chat kilometriche, prima di arrivare alla fine della pizza ci siamo già accordati per vederci. Il programma è semplice: io non ho la macchina nè un posto dove ospitarlo, quindi lui viene dove mi trovo io, facciamo due passi e poi si troverà un escamotage per avere un po’ di privacy e spingerci un po’ oltre, se ci si piace logicamente.

Bello impossibile

Passa circa un’ora. Arriva puntuale come un orologio. Mi scrive che sta parcheggiando sul lungomare. Lo raggiungo. Ci presentiamo. E mi è subito chiaro dalla prima occhiata quanto sia davvero carino e quanto io lo voglia. Occhi scuri con un taglio particolare, bei lineamenti, asciutto ma spallato… l’ormone sale insomma e come al solito – mentre nella mia testa in sottofondo sento le note di Bello Impossibile di Gianna Nannini – mi sto già immaginando dopo i primi trenta secondi quando andremo a vivere insieme, di che colore compreremo l’auto, se mi dirà ti amo stando seduti a cena in un bel ristorantino a Parigi o a New York… insomma, i classici filmoni mentali che mi faccio quando vedo uno che mi piace fin dal primo istante.

Facciamo due passi, anche se sinceramente mi sarei gettato direttamente su di lui come farebbe una teenager su una borsa in saldo al 70% da H&M. Si tratta di un tipo timido, ma molto maschile, simpatico e diretto. Riesco a farmi raccontare qualcosa in più da lui. Ha tre anni meno di me, lavora e sta finendo di studiare nella sua città, al confine tra Veneto e Friuli. Ha iniziato ad avere esperienze gay solo da un paio d’anni e mi dice di essere è molto riservato, non ha mai frequentato molto i locali ma adesso vorrebbe provare per conoscere gente, dato che nel posto in cui vive di opportunità di fare nuove conoscenze ce ne son ben poche.

Il fatto che lui sia timido non mi fa capire se gli piaccio o no, quindi provo a intuire dai suoi gesti e dalle sue risposte se sto perdendo tempo o se c’è qualche speranza.Visto che mi sembra un po’ rigido gli propongo di berci qualcosa. Lui inizialmente mi risponde che va bene. Ma poi dopo nemmeno un minuto però aggiunge: “Anche se avevo capito che il programma fosse un altro”. Io lo guardo con espressione un po’ sorpresa e gli chiedo: “Cioè?”. Lui arriva al punto: “Avevamo parlato di sex o sbaglio?”. Io rispondo splendidamente “Se vuoi farlo ok, dove andiamo?”, quasi come se gli stessi facendo un favore, e intanto sopprimo un urletto di gioia che sento salirmi dallo stomaco su su fino alla bocca. Obiettivo centrato quindi, anche se la sua uscita così schietta un po’ mi ha sorpreso.

Dove si va?

cimitero-notteAndiamo alla sua macchina e ci mettiamo alla ricerca di un posto dove poter stare tranquilli: spiaggia, bosco, molo, parcheggio,… Setacciamo tutti i posti nel circondario ma nessuno sembra adatto perchè c’è gente in giro. Poi arriva la soluzione: il retro del cimitero. Cosa di più romantico d’altra parte?

Giungiamo alla meta. Mi sembra di essere tornato indietro di almeno sette o otto anni, quando non avevo un posto dove stare e mi capitava di farlo in macchina.

Ma la cosa non mi turba, anzi… sarà il clima vacanziero, sarà l’estate, sarà il cielo con una luna enorme oppure il fatto di avere a pochi centimetri da me un ragazzo davvero bello e pure piacevole, gli attimi che mi separano dal momento in cui finalmente l’attesa giungerà al termine mi sembrano infiniti. Parte un mega limone. Nel giro di pochi minuti ci ritroviamo nel retro dell’auto avvinghiati con la metà dei vestiti. Tutto procede per il meglio… senza ma e senza però. Tutto procede per il meglio…e basta.

A performance conclusa mi dice “E’ stato davvero bello”, gli confermo che la stessa cosa vale anche per me. Mi chiede se gli ricordo come mi chiamo perchè mi aveva salvato solo come “Tipo di Milano” sul telefono e quando ci siamo salutati a inizio serata io non avevo detto il mio nome. Mi dice che vorrebbe tenere il mio numero, non si sa mai … potrebbe capitare a Milano. Gli rispondo che mi farebbe piacere e che tra l’altro potrei anche ospitarlo.

Mi chiede a che ora sarei ripartito il giorno dopo per capire se c’è la possibilità di un secondo incontro, ma sfortunatamente in prima mattina so che sarò già in auto. Insomma, apparentemente potrebbe sembrare che alla fine gli piaccio, penso tra me e me, visto che mi chiede il numero e dice di esser stato bene. Chiacchieriamo ancora un po’. Si è fatto tardi. Mi riporta dai miei amici. Quando scendo dalla sua auto mi sento camminare a un metro da terra e avrei già voglia di rivederlo.

Umore da “day after”

Il giorno dopo mi alzo, dopo un paio d’ore sarei dovuto ripartire per rientrare a Milano. Guardo il telefono per vedere se mi ha scritto e sento già i primi sintomi della sindrome del non mi richiama (ne avevo parlato qui La sindrome del “Non mi richiama”: sintomi e cura). Prima di partire gli scrivo un messaggio, una cosa molto neutra per commentare l’ennesimo giorno di pioggia. Dopo lunghissime ore di attesa in cui vedo tutti i miei castelli in aria sgretolarsi lentamente di fronte alla dura realtà, arriva finalmente una sua risposta in serata. Ci scambiamo ancora qualche messaggio un po’ di cazzeggio. Vorrei dirgli che mi piacerebbe riaverlo subito qui a Milano quando rientro dalle vacanze a fine agosto. Ma mi trattengo, almeno per ora. Ho deciso che ci penso e vedrò se valga la pena rischiare e invitarlo o meno… ma più penso a lui e più mi ripeto che sia davvero carino. Ma sarebbe così folle chiederglielo dopo esserci visti solo per un paio d’ore?

 

E poi….vale la pena tentare di trascinare una sbandatella estiva oltre le vacanze sapendo che non c’è speranza e che rischio di rimanerci male? 

E soprattutto: perchè quelli che mi piacciono sono sempre così lontani?

Se mi venisse mai in mente una risposta sensata ad almeno una di queste tre domande ve lo farò sapere…

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