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Amori estivi? Meglio di no… forse

Ci sono alcune cose che continuo a ripetermi di non fare perchè vanno contro qualsiasi regola di buon senso ma che, puntualmente, faccio. Giusto per citarne alcune:

  • non limonare in pista quando vai a ballare come se avessi 15 anni, perchè ormai hai il doppio di quella età
  • non salire sul cubo in discoteca
  • non mettere i jeans bianchi
  • non indossare i cappellini con la visiera (questa non la faccio però)
  • non andare in camporella visto che puoi permetterti una camera in hotel
  • etc etc etc… potrei andare avanti per ore

Ma soprattutto: non prenderti una sbandata in vacanza! Perchè io sono un veterano in questo genere di faccenda. In genere ogni estate mi regala qualche amore impossibile in un’altra città, paese, continente,… più sono lontani e più è irresistibile l’attrazione che scatenano in me. E io ci casco, almeno fino a ottobre o novembre. Poi si torna più o meno alla normalità, con qualche ferita da leccare però.

2014: amore estivo anche questa volta?!

 

Fantozzi arrapatoQuest’anno pensavo di essermela cavata, almeno nella prima parte delle ferie. Sono stato via infatti con amici in una cittadella del Nord Est per qualche giorno di pre-vacanza prima di fare il viaggio vero e proprio al mare che mi aspetta tra un paio di giorni. Nonostante il tempo orribile con pioggia, ho passato dei bei momenti. Anche se negli ultimi giorni l’aria vacanziera mi ha provocato un enorme scarica ormonale da adolescente che ho sentito l’esigenza di placare sondando ogni chat – scrutando lo schermo del telefono con tanto di espressione allupata e lingua di fuori in stile fantozziano – per scovare qualche autoctono degno di un’uscita insieme. Ma sfortunatamente l’offerta locale era poco generosa….almeno fino all’ultima notte.

L’ultima sera infatti mi contatta su Grindr un ragazzo che vive a circa mezz’ora di strada da dove mi trovo. Sono a cena fuori con amici. E’ appena arrivato l’antipasto. A differenza delle consuete dinamiche da chat kilometriche, prima di arrivare alla fine della pizza ci siamo già accordati per vederci. Il programma è semplice: io non ho la macchina nè un posto dove ospitarlo, quindi lui viene dove mi trovo io, facciamo due passi e poi si troverà un escamotage per avere un po’ di privacy e spingerci un po’ oltre, se ci si piace logicamente.

Bello impossibile

Passa circa un’ora. Arriva puntuale come un orologio. Mi scrive che sta parcheggiando sul lungomare. Lo raggiungo. Ci presentiamo. E mi è subito chiaro dalla prima occhiata quanto sia davvero carino e quanto io lo voglia. Occhi scuri con un taglio particolare, bei lineamenti, asciutto ma spallato… l’ormone sale insomma e come al solito – mentre nella mia testa in sottofondo sento le note di Bello Impossibile di Gianna Nannini – mi sto già immaginando dopo i primi trenta secondi quando andremo a vivere insieme, di che colore compreremo l’auto, se mi dirà ti amo stando seduti a cena in un bel ristorantino a Parigi o a New York… insomma, i classici filmoni mentali che mi faccio quando vedo uno che mi piace fin dal primo istante.

Facciamo due passi, anche se sinceramente mi sarei gettato direttamente su di lui come farebbe una teenager su una borsa in saldo al 70% da H&M. Si tratta di un tipo timido, ma molto maschile, simpatico e diretto. Riesco a farmi raccontare qualcosa in più da lui. Ha tre anni meno di me, lavora e sta finendo di studiare nella sua città, al confine tra Veneto e Friuli. Ha iniziato ad avere esperienze gay solo da un paio d’anni e mi dice di essere è molto riservato, non ha mai frequentato molto i locali ma adesso vorrebbe provare per conoscere gente, dato che nel posto in cui vive di opportunità di fare nuove conoscenze ce ne son ben poche.

Il fatto che lui sia timido non mi fa capire se gli piaccio o no, quindi provo a intuire dai suoi gesti e dalle sue risposte se sto perdendo tempo o se c’è qualche speranza.Visto che mi sembra un po’ rigido gli propongo di berci qualcosa. Lui inizialmente mi risponde che va bene. Ma poi dopo nemmeno un minuto però aggiunge: “Anche se avevo capito che il programma fosse un altro”. Io lo guardo con espressione un po’ sorpresa e gli chiedo: “Cioè?”. Lui arriva al punto: “Avevamo parlato di sex o sbaglio?”. Io rispondo splendidamente “Se vuoi farlo ok, dove andiamo?”, quasi come se gli stessi facendo un favore, e intanto sopprimo un urletto di gioia che sento salirmi dallo stomaco su su fino alla bocca. Obiettivo centrato quindi, anche se la sua uscita così schietta un po’ mi ha sorpreso.

Dove si va?

cimitero-notteAndiamo alla sua macchina e ci mettiamo alla ricerca di un posto dove poter stare tranquilli: spiaggia, bosco, molo, parcheggio,… Setacciamo tutti i posti nel circondario ma nessuno sembra adatto perchè c’è gente in giro. Poi arriva la soluzione: il retro del cimitero. Cosa di più romantico d’altra parte?

Giungiamo alla meta. Mi sembra di essere tornato indietro di almeno sette o otto anni, quando non avevo un posto dove stare e mi capitava di farlo in macchina.

Ma la cosa non mi turba, anzi… sarà il clima vacanziero, sarà l’estate, sarà il cielo con una luna enorme oppure il fatto di avere a pochi centimetri da me un ragazzo davvero bello e pure piacevole, gli attimi che mi separano dal momento in cui finalmente l’attesa giungerà al termine mi sembrano infiniti. Parte un mega limone. Nel giro di pochi minuti ci ritroviamo nel retro dell’auto avvinghiati con la metà dei vestiti. Tutto procede per il meglio… senza ma e senza però. Tutto procede per il meglio…e basta.

A performance conclusa mi dice “E’ stato davvero bello”, gli confermo che la stessa cosa vale anche per me. Mi chiede se gli ricordo come mi chiamo perchè mi aveva salvato solo come “Tipo di Milano” sul telefono e quando ci siamo salutati a inizio serata io non avevo detto il mio nome. Mi dice che vorrebbe tenere il mio numero, non si sa mai … potrebbe capitare a Milano. Gli rispondo che mi farebbe piacere e che tra l’altro potrei anche ospitarlo.

Mi chiede a che ora sarei ripartito il giorno dopo per capire se c’è la possibilità di un secondo incontro, ma sfortunatamente in prima mattina so che sarò già in auto. Insomma, apparentemente potrebbe sembrare che alla fine gli piaccio, penso tra me e me, visto che mi chiede il numero e dice di esser stato bene. Chiacchieriamo ancora un po’. Si è fatto tardi. Mi riporta dai miei amici. Quando scendo dalla sua auto mi sento camminare a un metro da terra e avrei già voglia di rivederlo.

Umore da “day after”

Il giorno dopo mi alzo, dopo un paio d’ore sarei dovuto ripartire per rientrare a Milano. Guardo il telefono per vedere se mi ha scritto e sento già i primi sintomi della sindrome del non mi richiama (ne avevo parlato qui La sindrome del “Non mi richiama”: sintomi e cura). Prima di partire gli scrivo un messaggio, una cosa molto neutra per commentare l’ennesimo giorno di pioggia. Dopo lunghissime ore di attesa in cui vedo tutti i miei castelli in aria sgretolarsi lentamente di fronte alla dura realtà, arriva finalmente una sua risposta in serata. Ci scambiamo ancora qualche messaggio un po’ di cazzeggio. Vorrei dirgli che mi piacerebbe riaverlo subito qui a Milano quando rientro dalle vacanze a fine agosto. Ma mi trattengo, almeno per ora. Ho deciso che ci penso e vedrò se valga la pena rischiare e invitarlo o meno… ma più penso a lui e più mi ripeto che sia davvero carino. Ma sarebbe così folle chiederglielo dopo esserci visti solo per un paio d’ore?

 

E poi….vale la pena tentare di trascinare una sbandatella estiva oltre le vacanze sapendo che non c’è speranza e che rischio di rimanerci male? 

E soprattutto: perchè quelli che mi piacciono sono sempre così lontani?

Se mi venisse mai in mente una risposta sensata ad almeno una di queste tre domande ve lo farò sapere…

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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