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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

Pansessuale, oltre al pisello c’è di più [TERZA PARTE]

Vi ricordate la storia del pansessuale? Ne avevo parlato in questi due post: Innamorarsi di un pansessuale? [PRIMA PARTE] e Innamorarsi di un pansessuale [SECONDA PARTE]. Per farla breve: avevo incontrato quello che sembrava il ragazzo da fidanzamento. Peccato che alla seconda uscita ho scoperto che non solo si fa pure le donne, ma anche i trans. Insomma, gli mancano solo i marsupiali. Quando me lo ha detto questa è stata la mia espressione.

Mi sembrava abbastanza per disorientarmi e farmi crollare l’ormone. Ma visto che se non tocco il fondo io proprio non ce la faccio a fermarmi, stasera dopo due mesi alla fine siamo usciti nuovamente. Mi sono detto: vediamo che succede… non può mica andare peggio dell’ultima volta. Povero illuso.

Infatti c’è di peggio. Perchè è stato lui a chiedermi di uscire, ma non come farebbe una persona normale, cioè con una telefonata o un messaggino. No. Mi ha invitato a uscire inviandomi su Whatsapp una nota vocale. Sapete cos’è? Per i pochi dinosauri che non ne sono al corrente: in pratica ti registri mentre parli e poi invii la registrazione tramite un file audio su Whatsapp. Chi può ricevere un invito per un appuntamento di tal genere? Solo un individuo che incarni la quintessenza della sfiga ai tempi degli smartphone. Eccomi, quello sono io.

Nota vocale

Ho sempre ricevuto con un certo sospetto le note vocali dagli amici, quando le ricevo riesco a far passare anche diverse ore senza ascoltarle perchè le trovo una cosa agghiacciante. Ma mai prima d’ora mi era capitato che un tipello mi invitasse ad uscire con un messaggio registrato. Lo trovo fuori luogo come se mi mandasse un piccione viaggiatore. E sapete qual è la cosa peggiore? Che alla fine ho detto di sì.

Mi invita per una birra. Rilancio proponendo quattro passi e un gelato. Mi porta in un posto carino. Ci sediamo e parliamo del più e del meno. Più va avanti la conversazione e più mi rendo conto che fisicamente me lo ricordavo molto più attraente. Più va avanti la conversazione e più mi rendo conto che abbiamo poco in comune. Più va avanti la conversazione e più mi rendo conto che non ho voglia di combinare nulla con lui, preferisco tornare a casa. Ma dopo due mesi che non ci vediamo mi sembra doveroso stare un po’ più di tempo insieme.

Facciamo quattro passi. Chiacchieriamo di viaggi, case, … conversazioni che potrei fare con un qualsiasi estraneo. Fino a quando tira fuori il lato intrigante della sua personalità. Mi racconta della sua esperienza in serate bisex di alcuni locali milanesi. Ebbene sì, perchè a Milano ci sono locali che fanno serate a sfondo sessuale in alcuni circoli gay privati, questi locali vengono in genere chiamati “cruising”. In genere la clientela è al 100% maschile, eccetto alcune serate in cui è consentito l’accesso anche alle donne.

Sapevo dell’esistenza di queste serate, ma ho sempre pensato che non ci andasse nessuno, soprattutto se di sesso femminile. Ma il mondo è bello perchè è vario, dicono. Infatti a quanto mi racconta alcune donne ci vanno. Ma quali? Mi chiedo io. Mi spiega che sono donne curiose ed esibizioniste che vanno con il proprio uomo per farsi guardare da altri maschi mentre fanno sesso col proprio compagno. Che poi mi chiedo: ma non possono andare in un locale di scambisti per etero?

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Mi dice addirittura di aver visto alcuni ragazzi effemminatissimi che di fronte a una donna nuda si sono gettati ai suoi piedi e hanno iniziato a …uhm, come posso dirlo senza essere volgare… assaggiarne come se non ci fosse un domani. Lui in genere è curioso, solo che alla fine nonostante sostenga che a lui la patata non dispiace si sente un po’ bloccato verso il gentil sesso quando si tratta di quagliare. Il mio commento è lapidario: “Forse perchè in realtà non è esattamente quello che ti piace”. Lui risponde dicendomi che non gira tutto intorno al pene come pensiamo noi gay, perchè “…oltre al pisello c’è di più”.

Non lo so. Nonostante questa sua stranezza un po’ continui a intrigarmi, alla fine rimango bloccato. Dopo aver camminato un po’ mi rendo conto che si è fatto tardi. Ci salutiamo. Siamo in mezzo alla strada. A due metri da noi c’è una ragazza che parla al cellulare. Faccio per baciarlo sulla guancia. Mi ferma tenendomi il fianco con la mano e mi stampa un bacio in bocca. Le sue labbra sono morbide, fresche. Per un attimo vorrei cedere e far durare quel bacio di più. Ma poi mi stacco. Lo guardo negli occhi. Mi dice che vorrebbe rivedermi presto. Rispondo che non mancherà l’occasione. Mi volto e mi incammino verso casa.

Rieccheggiano ancora nella mia testolina le sue parole “…oltre al pisello c’è di più”. Non riesco proprio a capire come possa provare attrazione sia verso il pisello sia verso la patata. Continuo a sentire dentro la sua voce che le ripete senza sosta… fino a quando la mia mente malata fa un collegamento mentale agli anni Novanta, ai tempi di Jo Squillo e Sabrina Salerno che cantavano Donne, oltre le gambe c’è di più. E vedo subito tutto con occhi diversi: Caro pansessuale, forse hai ragione, oltre al pisello c’è di più. Ma a me il pisello basta, tieniti pure tutto il resto. Questa volta mi sa che è davvero l’ultima che ci vedremo. Forse…

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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