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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

A volte ritornano. E fa un po’ male

E’ successo: ci siamo rivisti. Parlo di Martino*, il ragazzo per cui avevo preso una sbandata lo scorso inverno e che, con la mia solita fortuna, dopo poche settimane di frequentazione è andato a lavorare dall’altra parte del mondo. I am a lucky man.

E’ tornato qui in Italia per lavoro un paio di settimane, rimarrà qui ancora qualche giorno. Proprio ieri alla fine siamo riusciti a vederci. Non sapevo cosa aspettarmi, se un appuntamento da scopata o un primo appuntamento o qualcosa di più simile a un’uscita tra amici.

Arrivo con un po’ di anticipo all’appuntamento. Lo vedo uscire dalla metropolitana. Mi fa un effetto strano: è come se vedessi per la prima volta un tipo che non ho mai incontrato prima e tra me e me dico “Che carino”, ma al tempo stesso dopo pochi istanti riconosco quei lineamenti e lo sguardo che mi avevano colpito la prima volta e mi sembra che non sia passato poi così tanto tempo.

Abbiamo fatto una passeggiata al parco sorseggiando una birra, ci sediamo su una panchina. Mi racconta come sta andando la sua esperienza. E’ felice della sua scelta, sta bene là.

Parco

Ad un certo punto gli dico che mi son sempre chiesto come mai abbia deciso di andare così lontano, cosa che in effetti continuo a domandarmi quando penso a lui. In effetti mi ha sempre detto che voleva cambiare aria e che Milano gli stava stretta, però non si è mai sbilanciato di più. Sapevo che non era solo questo. Parlando ad un certo punto dice “Dopo diversi anni di relazione qui a Milano, quando è finita mi sembrava di non avere più nulla qui.  Mi hanno proposto di andare all’estero a lavorare e avrei accettato qualsiasi destinazione”.

E qui allora capisco la verità, quella verità che mi ero sempre immaginato e che non mi aveva mai detto esplicitamente: stava scappando dal passato ingombrante di una relazione finita male. Saperlo mi fa uno strano effetto, ma non capisco quale: non so se sapere questo sia un sollievo o se mi dovrebbe far sentire peggio. Sento solo di essere stato per lui una meteora di passaggio che gli ha tenuto compagnia durante il conto alla rovescia verso la sua nuova vita lontano da qui.

Decidiamo di cenare insieme. Andiamo in uno di quei posti dove si mangia bene, si spende poco, il servizio è tremendo e ti ritrovi al tavolo appiccicato a degli estranei. Le classiche cose che fanno tendenza a Milano. Chiacchieriamo, beviamo un paio di bicchieri di vino, mangiamo bene. Scherziamo e ridiamo. Mi rendo conto sempre di più quanto sia diverso dal classico ragazzo che puoi conoscere a Milano, così particolare, carino, anche se un po’ chiuso e corazzato verso l’esterno, verso una persona come me, lui sa che ho un debole per lui. Mi sembra che la serata proceda bene. Ma ho sonno, anche lui ha l’occhio stanco.

Mi chiedo se ho voglia di invitarlo a casa. Non lo so. Mi andrebbe ma ho troppo sonno e so che potrei non godermi quei momenti insieme come vorrei. Nessun approccio o riferimento vagamente porcelloso nè da parte mia nè da parte sua. Usciamo dal ristorante e camminiamo verso la metro. Arriviamo all’ingresso. Ci fermiamo un momento. Lui mi saluta con un vago “Ci vediamo presto”. Io non propongo nè di venire a casa mia nè di rivederci con più calma prima della sua partenza.

“Ci vediamo presto”. Questo è il modo in cui mi saluta dopo non esserci visti per sei mesi e aver passato una piacevole serata. Tutto qui. Cosa sta dietro a queste parole? Cosa significano? La mia espressione quando ho sentito tali parole temo sia stata la seguente…

Vuol dire che mi ha dato il contentino concedendomi una piacevole serata perchè sono stato io ad invitarlo? Forse, come è tipico di lui, non ha fatto la prima mossa per portare la serata al “livello successivo” e si aspettava che la facessi io, che invece non mi sono sbilanciato? E’ stato bene con me ma non abbastanza? Ha un fidanzato dall’altra parte del mondo e non potrebbe andare oltre con me? Gli piaccio ma non avrebbe senso andare oltre perchè viviamo in due angoli del mondo diversi? O semplicemente non gli piaccio abbastanza?

Non ho queste risposte. Non posso di certo chiedere a lui di darmele. E allora mi consolo ascoltando la canzone della prima sera in cui sono andato a casa sua (raccontata nel post La prima cena: offro io o offri tu? Paranoie da appuntamento), la sera che mi ha detto che probabilmente sarebbe partito nel giro di poco tempo. Una canzone che ben si addice allo stato d’animo che provo quando penso a lui.

 

* Il tipo per cui ci ero rimasto sotto lo scorso inverno, ne ho parlato in ordine cronologico nei post Panico da “pre-appuntamento”, Rivedere un ragazzo dopo una one night stand e di striscio in Venerdì sera e l’orgasmo mancatoCome inizia la settimana? Ricordi da strip chessE poi anche in La prima cena: offro io o offri tu? Paranoie da appuntamento, Bilancio del week-end: Confuso e FeliceIl bacio che mi dovevi, E l’amaro in bocca in questo autunno dolciastro e infine in Tre cose che non sono andate come dovevano a dicembre

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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3 thoughts on “A volte ritornano. E fa un po’ male

  1. me lo aspettavo alla fine il commento ” è solo che non gli piaci abbastanza”, un filmetto solo all’apparenza scemo ma che contiene grandi verità universali 😉 infatti puntualmente ci si casca tutti….

    Posted by sulidamor | July 4, 2014, 12:55 pm
  2. azz…che botta. dai TIV reagisci che ci manchi….

    Posted by sulidamor | July 14, 2014, 12:49 pm
  3. ma sì dai… mica finisce il mondo 😉 ora torno a scrivere di più!

    Posted by Ti Voglio Pene | July 14, 2014, 9:05 pm

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