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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

Rivedere un ragazzo dopo una one night stand

Ieri sera stavo farneticando in questo post sul panico da “pre-appuntamento” proprio poco prima che venisse a casa mia il tipo della one night stand di sabato sera. O almeno… quella che sembra nata come una one night stand.  One night stand, per chi non lo sapesse, è quando vai a letto con qualcuno dopo averlo conosciuto la sera stessa, una specie di rapporto occasionale. Per dirlo all’italiana, è il classico “una botta e via”.

Quando apri la porta di casa e lo rivedi: il momento del giudizio

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De Martino, quello vero, in un momento di profonda riflessione

Beh… partiamo dall’inizio della serata, ovvero da quando apro la porta di casa per farlo entrare. Perchè questo può essere un momento molto più delicato di quanto si creda. Mi spiego: ci siamo conosciuti meno di 20 ore prima ed  eravamo entrambi ubriachelli, dopo una lunga chiacchierata è venuto a casa mia e siamo finiti allegramente sul letto a giocherellare (ma senza tirarci le cuscinate, tanto per intenderci). In tale circostanza, appena conosciuti, ancora in predo all’euforia alcolica, mi sembrava di aver portato a casa il fratello gemello di Stefano De Martino, più carino e pure gay (quindi ho deciso che da adesso in poi lo chiamerò Martino proprio in virtù di questa somiglianza, anche se il suo nome è un altro).

Il problema è che il giorno dopo l’euforia alcolica passa. Quello che il giorno prima sembrava essere la copia abbastanza verosimigliante del marito di Belen, sottraendo 5 vodka lemon dal tuo organismo nella realtà potrebbe risultare molto semplicemente, inoppugnabilmente, irreparabilmente, incondizionatamente…. un cesso. E’ per questo che il momento in cui apri la porta di casa a un tizio che hai conosciuto la sera prima ti mette addosso una tensione da Shining.

Ma torniamo al mio caso di ieri: apro la porta. Guardo dal ballo verso l’alto e dall’alto verso il basso. Non gli manca alcun dente. Non sta indossando un paio di enormi occhiali stile “fondo di bottiglia” o Harry Potter da sfigato che il giorno prima non aveva perchè sostituiti da più discrete lenti a contatto. Non porta una maglietta aderentissima sopra l’ombelico nè una borsa di Vuitton. Respiro di sollievo. E’ lui, bello, così come me lo ricordavo, con un sorriso tutto per me stampato sul viso. 

L’approccio da film romantico in stile “Tempo delle Mele”

Guardiamo un film. Ne scelgo appositamente uno romantico con qualche personaggio gay gnocco da smutandamento per creare la perfetta situazione da limone e scaldare l’atmosfera. Martino è carino. Simpatico. Estremamente timido, uno di quelli che non fa mai il primo passo. Siamo seduti uno di fianco all’altro sul divano. Però non prova a sforarmi, ad abbracciarmi, a baciarmi. Mi dico tra me e me “Porta pazienza, porta pazienza”. Osservo con la coda dell’occhio ogni suo minimo movimento per intercettare una qualsiasi minima mossa verso di me. Passa mezz’ora. Il nulla. Comincio a temere che magari adesso che mi ha rivisto non gli piaccio più. Perchè alla fine io ero preoccupato di aprire la porta e rischiare di trovarmi di fronte un cesso, ma la stessa cosa poteva temerla anche lui in effetti. Ora potrebbe essere lui quello deluso dopo avermi rincontrato.

Tempo delle melePoco dopo, verso metà film, con quel livello di saggia esperienza che ognuno di noi potrebbe già possedere in seconda media e con quella sicurezza da tempo delle mele, inizio a cercare il contatto un po’ come faresti al cineforum mentre guardi con la tua classe il Gattopardo.  Perchè desidero toccarlo. Accarezzo una gamba. Poi la mano. Cerco un segno di vita da parte sua. Inizio a temere che da un momento all’altro lui possa alzarsi in piedi strillando “Ma cosa stai facendo?!”. 

Ma poi finalmente reagisce e contraccambia le carezze. A un quarto d’ora dalla fine del film, dopo essermi consumato i polpastrelli della mano sinistra a furia di grattini e dopo aver sopportato un informicolamento del braccio che ha portato il mio arto quasi alla cancrena solo per rimanere abbracciati in una posizione che fosse comoda per lui, lo bacio. Mi ricambia. Dopo pochi secondi scende la tensione. Si alza qualcosa d’altro, almeno questo è quello che intuisco guardando i suoi pantaloni. Ebbene sì, questa è la prova del nove: gli piaccio anche questa sera da sobrio!

Il bacio continua e si trasforma in qualcosa di sempre più bello, più intenso, più profondo. Mi sussurra: “Mi piace il tuo odore”. A quel punto gli tolgo la maglia, mi levo pure io la mia e ci spostiamo a letto. Il tempo vola. Quando guardiamo nuovamente l’orologio è passato un bel po’, ci rendiamo conto che è tardi, entrambi dobbiamo andare a lavorare la mattina successiva. Lo accompagno alla porta, lo saluto, lo bacio ancora. Anche questa volta non ci diciamo se e quando ci rivedremo. Se ne va.

Il momento degli strateGGGGismi sentimentali

Passano venti minuti. “Sarà già arrivato a casa” penso tra me e me. Sono tentato di scrivergli prima di addormentarmi un messaggio di buona notte su Whatsapp, ma poi penso sia meglio di no. Lasciamo stare, al massimo se vedo che è lui il primo a scivere io poi gli rispondo. Chi cede per primo? Giochetti stupidi lo so. Sono quegli strategggismi sentimentali con tante G, come direbbe Manuela Arcuri.

 

Gli scrivo o non gli scrivo? Ma no! Che senso ha farsi queste menate dopo una così bella serata? Sia che ci rivedremo sia che non ci rivedremo mai più non voglio rovinare questo bellissimo momento con preoccupazioni stupide. A queste ci penserò domani. Adesso dopo lo stress da pre-appuntamento, voglio solo godermi questi minuti di pace dei sensi.

Il giorno dopo quando arrivo in ufficio mi chiedo se mi scriverà. Se dovrò scrivergli io. Mi impongo di non pensarci. Dopo pochi minuti vedo una notifica su Facebook. E’ lui che mi chiede l’amicizia. L’accetto. La giornata comincia con un sorriso. E non me lo sono ancora tolto dalla faccia.

 

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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