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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

Panico da “pre-appuntamento”

Panico. Paura. Tremori. Scrivo in un momento di assoluta agitazione da “pre-appuntamento”. Ma voglio farlo perchè così  dopo potrò ricordarmi come mi sentivo in questo frangente. Scrivo quindi questo post di getto con tanto di refusi, che fan molto real chic.

Ieri sera non sarei nemmeno dovuto uscire. E’ andata a finire che mi ritrovo in discoteca con i miei amici e qualche vodka lemon di troppo nell’organismo. Ballettando qui, ballettando lì, mi rendo conto che per qualche strano motivo è una serata di quelle fortunate: diversi ragazzi si avvicinano, lanciano sguardi interessati, qualcuno prova l’approccio. Non so perchè ma capita proprio quelle sere come ieri in cui prima di uscire di casa ti sei guardato allo specchio e hai sentenziato rivolgendoti verso la tua immagine riflessa: “Oggi sei proprio un cesso!”.

Ieri nonostante queste premesse a quanto pare ero stuzzicante come il provolone Auricchio nel vecchio spot con Ela Weber e in tanti avrebbero voluto assaggiarmi…almeno un pezzettino. Sta di fatto che individuo la mia preda e la mia concentrazione si canalizza completamente in tale direzione: poco più alto di me (e io sono già più di un metro e ottanta), occhi e capelli scuri, lineamenti dolci, sorriso fantastico, una vaga somiglianza con Stefano De Martino a mio avviso (che non guasta mai).

auricchio7

Dopo venti minuti che balliamo a quindici centimetri l’uno dall’altro, mi rendo conto che ha l’occhio un po’ da fattanza. “Avrà bevuto un sacco pure lui” penso guardandolo, poi mi chiedo quanti giorni potrebbe stare a ballare ripetitivamente davanti a me come uno zombie prima di decidersi finalmente a fare la prima mossa. Potrebbero passare 365 giorni stimo. Alla fine mi rompo le palle di star lì a giocare alle belle ballerine e gli comincio a parlare. Non so come ho rotto il ghiaccio, ma devo aver detto qualcosa di mostruosamente banale e ridicolo… mi rendo conto dalla sua espressione che non è che gliene freghi molto, avrei anche potuto recitare dalla prima all’ultima lettera l’alfabeto cirillico e sarebbe stato contento comunque dell’approccio.

Parliamo fitti fitti rimanendo in pista a ballare: non ricordo per filo e per segno tutto, ma gli argomenti sono quelli da “primo contatto”, tipo lavoro, di dove sei, da quanto sei a Milano, di solito dove esci… scopro che ha un paio di anni in più di me. Inesorabilmente in sottofondo si alternano le canzoni di Britney Spears, Lady Gaga, Cher e tante altre icone frocie che vengono imitate nelle movenze e nelle coreografie dalla popolazione lì presente in pista da ballo che noi ignoriamo compleamente, come se non esistessero. Ci siamo solo noi due.

lady-gaga-judas9

Noi continuiamo a parlare, partono le prime battute, si ride, si scherza… c’è simpatia. I nostri amici si dileguano lentamente e rimaniamo solo noi. Si decide di andar via dal locale: senza dircelo apertamente sappiamo che stiamo camminando insieme per andare nello stesso posto, cioè casa mia. Chiacchieriamo un sacco lungo la strada, la mia euforia alcolica mi porta a ripetere almeno dieci volte le stesse tre cose e ad un certo punto lui me lo fa notare. Faccio la figura del minchione.

Mi sembra una persona per bene dai discorsi che fa, parliamo della famiglia, di cosa vuol dire essere gay oggi, ci confidiamo un po’ per conoscerci meglio. Parliamo del fatto che lui stia indossando una maglietta a mio avviso da sfigato, ma mi dice che la usa perchè gliel’ha regalata sua mamma… “Insomma un po’ come il maglione con la renna in Bridget Jones” commento io guardandolo dritto negli occhi “Una persona che si comporta così non può che essere una brava persona”.

Maglione renna

Arriviamo a casa, mi getto sulla preda. Passiamo insieme un’ora. Bellissima. Lui continua a piacermi anche  di più dopo essere stati a giocare insieme a letto. Non vedo nulla che non sia più che bello in lui. Alla fine mi dice che se ne deve tornare a casa. Gli chiedo se vuole fermarsi a dormire ma declina, dice che non è il caso visto che ci siamo appena conosciuti. Mi sembra ragionevole. E’ lui a chiedermi il numero, ce lo scambiamo. Ci diciamo “Buona notte”… senza sbilanciarci su una plausibile ipotesi di quando potremmo rivederci. Odio questi momenti, perchè sono stato bene e non so se per lui sia lo stesso. Mi ha chiesto il numero, ma significherà che ci sentiremo davvero? Sento che ho già voglia di rivederlo prima ancora che se ne esca dalla porta.

Sono le sei di mattina. Crollo a letto. Quando mi sveglio resisto alla tentazione di scrivergli, non voglio fare ancora la prima mossa. Alle 17 è lui a scrivermi…. dopo una serie interminabili di messaggi gli chiedo se gli va di vederci “Ti propongo un bel film a casa mia”, situazione ideale per starcene tranquilli in intimità. Risposta affermativa, ci mettiamo d’accordo per l’orario. Io devo proporre i film tra cui insieme scegliere quello che vedremo.

Per chiudere il cerchio: tra 5 minuti arriva a casa mia. Sono completamente nel panico. Vorrei che fosse già qui. Ma un po’ mi spaventa il fatto che mi piace un sacco, un tipo come lui mi sembra fuori dalla mia portata. Sono emozionato, impaziente, felice. Vorrei solo sapere già adesso cosa succederà questa sera e come mi sentirò tra qualche ora. Vorrei sapere come saranno le cose tra una settimana, tra un mese,….Ma per ora l’unica cosa che posso sapere è come mi sento io adesso. Ed è per questo che ho voluto scrivere questo post.

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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