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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

Lettera aperta a Povia: parli ancora dei gay? Adesso ascolta tu però

Credo valga la pena guardare il video e rileggere con attenzione le parole di Povia che riporto qui sotto in merito alla sua canzone Luca era gay. Sì, parla proprio di quella canzone. Ancora?! Ebbene sì. Perchè forse era da un po’ che nessuno lo degnava più di attenzione e allora ha deciso di provare a risollevare un po’ di polverone per far parlare di sè in occasione della sua esibizione a “That’s Music 2013”. E io come un fesso ci casco e dico la mia in questo post perchè non son mai stato bravo a tenermi la bocca chiusa. Ma ora leggiamo le sue parole….

 Parole, parole, parole… di Povia

“Molti mi fermano per strada e mi dicono: hai fatto bene a cantare quella canzone, fregatene di quello che ti dicono. Ci tengo a dire che un gay non è malato, perchè le malattie sono il cancro, la leucemia, la sclerosi multipla… Quelli che hanno fatto odiare ai gay questa canzone sono le lobby e le associazioni che difendendoli li fanno sentire strani, diversi ed emarginati … Ho molto conoscenti omosessuali che non si sentono rappresentati dai vari gay pride perché poi la gente è convinta che i gay siano i diversi che vedi nudi sui carri. Quindi abbasso le associazioni che difendono i gay… Chi si è offeso vuol dire che ha la coscienza sporca “. Poi intona una rivisitazione di Luca era gay modificando alcuni versi in modalità gay friendly:

Luca era gay e non sta più con lei / Luca dice sono come sono/ E stasera io mi faccio un uomo

E aggiunge: “Se avessi cantato usando queste parole a favore dei gay, tutti avrebbero approvato e applaudito. In un paese in cui tutti fanno tutto per tutti tranne per che gli italiani, dove si parla solo di gay, immigrati, Berlusconi e aumenti. Ci siamo un po’ rotti la minchia. Senza offesa. Allora la libertà di espressione esiste o no? Non è che se poi non la pensi come tanti altri ti crocifiggono.”  E inizia a intonare Luca era gay.

A parte il fatto che mi maledico perchè mi è rimasto appiccicato in testa il motivetto. Ma questo è un problema mio, tra poco sbatto un po’ di volte la testa contro il muro e magari me lo dimentico. Ci tengo a scrivere la mia su alcuni punti nel caso Povia dovesse mai incappare in questo blog che, non so se si capisca dagli addobbi fallici, è scritto da un gay.

Quindi caro Povia…

1) Non sai nemmeno cosa fanno le associazioni gay

Dici: “Quindi abbasso le associazioni che difendono i gay”

Al di là di organizzare i Pride popolati da uomini seminudi e di inondare le città di strass, come immagino crederai, si occupano di ben altre cose. Pensa ad esempio al fatto che stando ai dati presentati a maggio da una di queste “inutilissime” associazioni, Arcigay, sono sette gli omicidi a sfondo omofobo che si sono consumati in Italia nel 2012 a cui ne vanno aggiunti tre verificatisi nel 2013. Troverai più informazioni sul sito http://noomofobia.it/, ma ti assicuro che di numeri agghiaccianti che dimostrano l’intolleranza verso gli omosessuali ce ne sono tanti altri.

Oppure pensa al suicidio del quattordicenne romano che si è tolto la vita ad agosto perchè si sentiva emarginato (la stampa ne ha parlato ampiamente, trovi qui un articolo che ti può rinfrescare la memoria).

Beh, sappi che queste associazioni si impegnano per fare in modo che tali discriminazioni siano sotto gli occhi dell’opinione pubblica e che una legge contro l’omofobia sia tra le priorità nell’agenda politica di questo paese. Perchè di cose importanti di cui preoccuparsi ce ne sono anche tante altre, è vero. Ma credo che episodi del genere meritino la dovuta attenzione e per fortuna qualcuno si sforza per far sì che questo accada. E non si occupano solo di questo… basti pensare a cosa fanno per promuovere il sesso sicuro e prevenire le malattie sessualmente trasmissibili. Ti assicuro che se non approvo il testo della tua canzone non è perchè siano queste associazioni a suggerirmelo. 

2) Definiamo bene cosa significa libertà di espressione

Dici: “Allora la libertà di espressione esiste o no?”

Va bene. Ognuno può dire quel che gli pare. Le opinioni vanno rispettate. Però c’è un limite: se racconti la storia di un ragazzo che credeva di essere gay e poi ha deciso di cambiare magicamente idea, sappi che stai contribuendo a diffondere l’idea che l’omosessualità sia come una lampadina che si può spegnere o accendere con un interruttore. Oggi gay, domani etero, dopo domani biondo… settimana prossima chissà!

Lanciare un messaggio del genere non può far altro che rafforzare convinzioni sbagliate e minare i risultati di anni e anni di lotte sostenute dagli omosessuali per farsi riconoscere dalla società. Quindi sei libero di dire la tua opinione nella misura in cui questa non contribuisce a diffondere una convinzione – cioè  che essere omosessuali sia banalmente ed esclusivamente una scelta – che può mettere a rischio i diritti delle altre persone e la percezione che la società ha di loro. Una percezione sbagliata degli omosessuali come quella che suggerisci tu allontana il riconoscimento dei loro diritti e della loro dignità. Libertà di espressione non può in alcun modo equivalere a danneggiare agli altri.

Alan Chambers, Presidente di Exodus

Alan Chambers, Presidente di Exodus

Sentire le tue parole mi fa venire in mente il caso di Exodus International. Dopo 37 anni in cui ha tentato di convertire gli omosessuali, l’associazione ha recentemente fatto marcia indietro con una chiara ammissione di colpa e scuse pubbliche firmate dal presidente Alan Chambers (che poi dico… quello che voleva convertire i gay è questo qui a sinistra che ha una foto ritoccatissima nemmeno fosse Milly Carlucci a Ballando con le stelle). Le sue parole ti faranno riflettere. Riporto qui solo uno stralcio, ma a questo link è disponibile la versione integrale.

“PER FAVORE, CHIEDO SCUSA alla comunità LGBT, sappiate che sono profondamente dispiaciuto. Sono dispiaciuto per il dolore e la ferita che molti di voi hanno sentito addosso. Mi spiace che alcuni di voi abbiano passato anni a lavorare nella vergogna e nel senso di colpevolezza che avete sentito quando le vostre attrazioni sessuali non sono cambiate. Mi spiace che abbiamo promosso processi di cambiamento dell’orientamento sessuale e teorie riparative sull’orientamento sessuale che stigmatizzavano i genitori. Mi spiace che ci siano stati momenti in cui non mi sono alzato in piedi a fermare gente pubblicamente ‘al mio fianco’ che vi ha chiamati sodomiti o peggio”.

Lui l’ha capito. Tu quando farai altrettanto? Magari stai aspettando il prossimo Sanremo…

3) Noi malati omosessuali

Dici: “Ci tengo a dire che un gay non è malato”

Grazie per aver concesso a noi omosessuali la grande gioia di non essere etichettabili come malati. Sono passati solo una ventina d’anni da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità lo ha detto. Ma sentirlo ripetere da te mi fa stare un po’ meglio. [LUNGO RESPIRO DI SOLLIEVO]

Non mi dilungo oltre. Questo è quello che penso.

Voglio chiudere il post con un’altra canzone. Di Masini però. Anche lui gode della libertà di espressione…e io godo della libertà di dire che il ritornello di questa canzone mi fa pensare a te. Non so come mai. 

Buon ascolto caro Povia.

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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