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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

La bella e il Bimbominkia: perchè le fiabe finiscono. Forse…

Rieccomi a parlare della mia ultima avventura, di cui ho scritto pochi giorni fa nel post Le cose che non puoi fare a meno di chiederti. La situazione si è evoluta in maniera inaspettata la scorsa settimana. Il mio racconto si è fermato a quando ero rimasto in attesa di una risposta dal bel toscano che, dopo avermi proposto quando sono andato a trovarlo dove lavora di venire a dormire da me per stare una notte insieme, è sparito improvvisamente. Passa venerdì, passa sabato. E arriva domenica… tutto tace.

DOMENICA E’ SEMPRE DOMENICA, COME DICEVA MARIO RIVA

E’ Pasqua e il lunedì non si lavora. Decido di andare al Borgo, serata gay tra le più note in Lombardia. Non appena entro mi trovo il bel toscano all’ingresso. Momento di gelo da parte mia: “Non mi risponde al telefono, però per venire a ballare il tempo e il modo li trova” commento nella mia testa sentendo il dolore nel petto del colpo che la sua visione mi procura. Piccolo dramma interiore che dissimulo con grande disinvoltura.

Mi vede, lo vedo. Ci salutiamo e nel primo minuto di conversazione mi dice che ha perso il cellulare, come se si sentisse in dovere di chiarire il motivo per cui non si è fatto sentire, glielo hanno rubato. E così capisco il silenzio dei giorni precedenti. Deve ancora rifare la scheda. Io non ho nemmeno carta e penna per lasciargli il mio numero a cui farmi chiamare…quindi le speranze di sentirsi a fine serata per ricongiungerci pare più che remota.

La proposta di passare tutta la serata insieme mi sembra troppo azzardata, quindi me la tengo in bocca. In sostanza il succo è questo: se ci si vede dentro per caso bene, altrimenti bisognerà aspettare che abbia nuovamente il suo vecchio numero di telefono per poterci sentire  nei giorni successivi. Il giorno dopo sarebbe perfetto per vedersi: è Pasquetta, io non lavorero e avrei tutta la giornata per stare a letto con lui. Ma sembra che non sia questo il tanto atteso momento in cui finalmente passeremo del tempo insieme.

Alla fine, lui mi saluta preventivando una sbronza clamorosa per la serata. In chissà quali condizioni ci rivedremo…se ci rivedremo nella ressa da discoteca di questo giorno preferiale.

LA BELLA E LA B…IMBOMINKIA

Justin BieberNon lo vedo più nell’arco di tutta la serata, fino alle 3.30. Poi mentre sono fuori a fumare lo vedo abbracciato a una bimbominkia, virile come Malgioglio, mentre limonano appassionatamente. Per un momento mi manca il respiro. Non so cosa fare. Fumo 3 sigarette di fila e penso, fino ad archietettare la soluzione.

Acchiappo un mio amico, quello più ubriaco, gli do’ una sigaretta e gli dico: vai a chiedere a quei due se hanno da accendere. Lui parte in quarta e li interrompe, io lo seguo a ruota facendo finta di inseguirlo per fermarlo impongo la mia presenza: “Scusate, il mio amico è un po’ ubriaco, non voleva rompere…”, quando poi il bel toscano alza lo sguardo, vede che sono io e si mette a ridere, aggiungendo subito dopo “Sono davvero ubriaco”. Io sorrido, come se non mi fossi accorto di quello che stesse succedendo tra lui e il bimbominkia.

Inizia la chiacchiera tra noi 4, il mio amico sbronzo importuna un po’ il bimbominkia che mostra con grande naturalezza una bimbominkiatudine superlativa. Ha addirittura una foto sul telefono in cui si spara le pose tipo Justin Bieber, ce la mostra orgogliosamente…e ci somiglia pure in effetti.

A mettere fine a questo quadretto arriva il buttafuori che ci dice che bisogna andarsene perchè stanno chiudendo. Ne approfitto per proporre di bere insieme l’ultimo drink tutti e 4. La proposta viene accolta da tutti tranne che dalla bimbominkia che capricciosamente fa notare di dover raggiungere gli amici (forse non avrà ancora la patente e ha bisogno che lo portino a casa, penso tra me e me). Si scolla da noi. “E’ fatta”, penso tra me e me. Offro al toscano l’ultimo drink e nel giro di mezz’ora siamo già in auto verso casa mia, dove si fermerà a dormire. Vittoria!

THE DAY AFTER

Dorme da me. O per la precisione: collassa da me non appena arriviamo a casa. L’unica cosa che riesco a fargli fare è lavarsi i denti. Gli offro uno spazzolino nuovo, viola. Commenta ironicamente il colore (chissà che problema c’è nel viola poi…).

Spazzolino

Passiamo la notte abbracciati. Lui è praticamente incapace di andare oltre. Ci addormentiamo. Al risveglio finalmente si gioca un po’, senza consumare pienamente, ma si sta bene, più volte. Anche questa volta si chiacchiera, si scherza, si ride, il tempo vola. Mi ricordavo quanto fosse bello stare a letto con lui.

Mi ricordavo anche quanto fosse diverso da me. Vive alla giornata. Io pianifico qualsiasi cosa. Non ha un conto in banca. Io ho anche un fondo pensione integrativo. E’ allergico ai legami. Io ho bisogno di avere persone a cui volere bene. L’elenco potrebbe andare avanti ancora svariate righe… E tuttavia questa diversità non mi spaventa.

Però poi penso: ‘sto coglione invece di cercarmi la sera prima per tutta la discoteca per assicurarsi di passare la notte con me, è andato a limonare con un bimbominkia che forse aveva la maggiore età solo da un paio di giorni. Ma è questo che mi merito?

Quando è arrivato per lui il momento di tornare a casa, lo accompagno alla porta. Scrivo su un bigliettino il mio numero di telefono, glielo lascio, lo saluto con un bacio e un abbraccio. Per la seconda volta dopo circa 3 mesi chiudo la porta alle sue spalle senza sapere cosa succederà da quel momento in poi. Poi torno in camera. Guardo lo spazzolino appoggiato sul mobiletto che ha usato lui la sera prima.

Alla fine penso che non mi farò più sentire, forse.

Alla fine penso risponderò solo se sarà lui a cercarmi, forse.

Alla fine penso che di tutto ciò rimane solo uno spazzolino viola sul mio mobiletto, quello usato da lui la sera prima, forse…

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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  1. Pingback: Perchè mi piace dire: non mi farò più sentire | tivogliopene - May 7, 2013

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