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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

Ho deciso: mai più sesso occasionale negli hotel. TERZO EPISODIO: Quella notte di sesso con Obama

Sono arrivato a questa conclusione: il sesso occasionale negli hotel non fa per me. Ho deciso di raccontare in diverse puntate gli episodi che mi hanno condotto a questa difficile decisione. Ecco il terzo episodio, per leggere il primi due e scoprire le altre mie disavventure basta cliccare QUI e QUI.

TERZO EPISODIO: Quella notte di sesso con Obama

Location: Un hotel 2 stelle di Roma in zona Termini

I fatti incriminati risalgono a circa 4 anni fa, inizio ottobre. Passo il week-end nella capitale per un evento di lavoro, casualmente proprio in quei giorni anche un mio caro amico si trova a Roma e quindi il venerdì decidiamo di battezzare la serata andando al Mucca Assassina, la serata gay più bella che ci sia in Italia.

Come mi si conviene, rimorchio. Ma rimorchio alla grande. Un ragazzo molto bello, francese e mulatto, a Roma per due giorni, che sembra la copia più sexy e ringiovanita di Obama. Come resistere alla tentazione di dare un senso alla serata portandomelo in hotel? Impossibile.

Obama da giovane

Obama da giovane

Entriamo di nascosto in hotel

Non ho mai capito se, nel caso in cui porti un ospite in camera, sia necessario farlo registrare in reception: a volte sì, a volte no, a volte non puoi invitare ospiti e basta. Ma esiste o no una regola universale? Che poi dico: che fastidio vi dà se mi porto uno in camera? Alla fine la stanza l’ho pagata, finchè non rompo nulla e non faccio robe strane avrò pure il diritto di portare UN ospite. Per evitare situazioni imbarazzanti alla reception, la scelta che prendiamo io e il giovane Obama è quella di entrare senza farsi notare e piombare in stanza per consumare la sana dose di passione che ci stavamo trascinando dalla disco. Tra l’altro, essendo il piccolo Obama un po’…uhm… abbronzato, sono sicuro che la signora alla reception lo avrebbe guardato con un certo sospetto vedendolo entrare di notte in questo hotel, proprio a due passi dalla stazione Termini, zona non proprio tranquilla della città.

Because the night belongs to the lovers

L’hotel in cui alloggio è uno di quelli cheap a gestione familiare all’interno di un vecchio palazzo, con la reception al piano terra, scollegata rispetto alla rampa di scale che porta alle stanze sparpagliate nei piani superiori: in pratica la situazione ideale per far entrare qualcuno di nascosto. Basta non farsi notare quando si passa di notte di fronte alla reception e sgattaiolare velocemente sulle scale fino al secondo piano dove c’è la stanza, TAC… ed il gioco è fatto!

La notte scorre, in maniera anche un po’ deludente. Forse la chimica non è così forte come sembrava subito dopo un paio di cuba libre in discoteca. Va beh…ogni tanto ti capita il tipo che si smoscia, forse avrei fatto meglio a provare la bambola gonfiabile a forma di Obama piuttosto che un suo sosia sbiadito. Prima di addormentarsi, lui punta la sveglia prestissimo. Giusto qualche ora di sonno, si alza e – con l’impacciataggine nel salutarsi di due persone che non vogliono dirsi nemmeno “E’ stato bello” o “Non si sa mai che ci si rivedrà, il mondo è piccolo” – ci stacchiamo. Esce. Chiudo la porta e mi rimetto a dormire, più sereno e rilassato.

Obama in versione gonfiabile

Obama in versione gonfiabile

Dieci sfumature di Rosso

Buongiorno! Mi sveglio, già in ritardo. Il tempo di chiudere la valigia e mi precipito giù in reception per pagare il conto e andare a lavoro. La signora all’improvviso, mentre maneggia alcune scartoffie, mi chiede senza alzare lo sguardo dai fogli che ha davanti a sè: “Signore, per caso ha avuto ospiti questa notte?”.

Cambio colore. Almeno dieci tonalità diverse di rosso: Bordeaux, Granata, Rosso Geranio, Rosso Cadmio, Rosso Flaun, Rosso Tiziano, Borgogna, Carminio, Sangria, Rosso cardinale. Prendo coraggio e, dopo aver deglutito con evidente difficoltà, rispondo con finta disinvoltura: “No, assolutamente”.

La signora alza la testa, mi fissa e poi sposta lo sguardo in direzione dell’angolino nella stanza dove si trova un monitor in cui si vedono le immagini riprese da una telecamera a circuito chiuso che dà proprio sulle porte delle stanze. A quanto pare nemmeno un istante del mio ingresso notturno clandestino col sosia di Obama è passato inosservato. Un pesantissimo senso di ridicolo mi avvolge soffocandomi. Abbasso lo sguardo. La signora continua a parlare: “In base alle regole del nostro hotel, …. BLA BLA BLA”, non ascolto più, sono troppo in imbarazzo… mi limito a fare cenno di assenso con il capo fino a quando non sento più parole pronunciate dalla bocca di fronte a me.

Aggiungo dieci Euro di mancia al pagamento rimanendo in silenzio, come se questo mi facesse sdebitare. Mi giro e scompaio dalla porta. Per sempre. Ecco un altro motivo per cui non mi piace fare sesso negli hotel…

A presto con il quarto e ultimo (se non mi riaffiorano altri ricordi) episodio.

Altri episodi di Ho deciso: mai più sesso occasionale negli hotel

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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