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Amore e sesso ai tempi delle chat. Mie riflessioni e (dis)avventure

Non voglio illuderti. Si ricomincia da capo. Ancora

Quella che doveva essere una bella giornata cambia improvvisamente piega.

Ti vedi per un paio di mesi con un ragazzo: bello, simpatico, con la testa a posto, fuori dai giri dei peggiori locali. Fate insieme quelle cose che si fanno solo quando di è fidanzati: un giro in moto, una passeggiata, cinema, cena…

Era così strano da non sembrare vero: per una volta invece di cominciare una conoscenza da un rapido rapporto mordi e fuggi dopo un abbordaggio selvaggio in discoteca si inizia invece con una stretta di mano, due passi, una birra e quattro chiacchiere in una fredda serata di settembre.

Un appuntamento, due, tre… in cui il sesso non sempre è incluso e non è mai completo, un graduale conoscersi dentro e fuori che ti fa star bene, che dopo ogni appuntamento ti fa tornare a casa con il desiderio in bocca di un altro bacio e con la voglia nel cuore di rivedersi ancora, anche subito.

Poi dopo due mesi e una decina di appuntamenti arriva la prima volta che si finisce a letto: come molte prime volte bello, ma potrebbe esserlo anche di più. Si dorme insieme. Il giorno dopo ti alzi con la voglia di ricominciare subito a toccare l’altro corpo che giace disteso al tuo fianco. Triste dirsi ciao dopo la nottata.

Dopo il saluto non ci si sente più per qualche ora, per un giorno… i presentimenti negativi affiorano velocemente e ti invadono la testa. Insicurezza. Ripercorri ogni singolo momento chiedendoti cosa puoi aver fatto di sbagliato. Rivivi come in una moviola le serata passate insieme e ti chiedi cosa ci potrebbe essere tra voi due che non funziona.

Il numero di messaggi che ci si scambia diminuisce col passare dei giorni. Ci si sente ma solo per dire banalità o per mandarsi veloci saluti “Che combini?” “A casa, a letto presto” “Buona notte!”.

Ci si incrocia casualmente in un locale. Ci si saluta, si sta vicini, ma nel suo sguardo non vedi più l’interesse di qualche settimana prima. Rimorchi il primo tipo carino che trovi, vuoi far capire che tu non ci stai male, che sei forte, che non ci tieni e che l’hai presa alla leggera. Ma poi a fine serata ti ritrovi ancora con lui, che si offre di portarti a casa. Sei felice. Chiacchieri in macchina, sveli qualche tua insicurezza, qualche tua preoccupazione. Sbagli.

Passa una settimana e trovi il coraggio di invitarlo per mangiare insieme. Un pranzo simpatico, divertente, si ride e si sta bene. Si esce dal ristorante. Gli chiedi: “Vuoi fare un salto da me?”. La risposta tarda ad arrivare, cambia discorso e ti propone di fare un giro. Ma a questo punto non puoi mollare il colpo e insisti, vuoi che la verità ti sia detta in faccia, lo chiedi ancora “Sicuro che non vuoi passare da me?”.

Poi arriva uno di quei momenti in cui per un attimo non respiri. “Non voglio illuderti” la verità affiora dalle sue labbra, crudele e immobile di fronte a te, senza alcuna possibilità di essere cambiata.

Senti un brivido freddo. Senti un colpo dritto al petto che ti fa male. Stai zitto qualche secondo, ma ti rendi conto hai pochi attimi per rialzarti e far vedere che sei forte, che te lo aspettavi, che in realtà non ti stai trovando in mezzo alla strada nudo con i tuoi sentimenti in mano, ma che stai già guardando oltre.

Lo ringrazi per la sincerità. Lo ringrazi per essere stato una bella persona, una buona compagnia, un bel sogno. Accendi una sigaretta come per chiedere un time out che ti dia qualche attimo di tregua per riacquistare lucidità. Lo accompagni verso la stazione, dove prenderà il treno che lo porterà via per sempre da te, irreversibilmente.

Ad un certo punto la voglia di stare da solo cresce in te, troppo forte, e gli dici “Io mi fermo qui, ti saluto”.

Ti risponde “Non so se avrai ancora voglia di sentirmi”. Guardi in una qualsiasi direzione che non sia quella in cui incroceresti i suoi occhi “Vedremo”. Ci si scambia due baci di saluto sulle guance. Pensi che non andrete più a letto insieme. Che non cercherà più la tua mano sotto il tavolo. Che non ti accarezzerà più la gamba guardandosi in giro per assicurarsi di non essere osservato.

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Ti senti solo mentre cammini per tornare il più velocemente possibile verso casa a cercare una soluzione che ti faccia stare meno peggio.

Ti chiedi se troverai ancora qualcuno che ti faccia provare quello che ti ha fatto provare lui. Non hai voglia di ricominciare tutto con un altro. Poi desideri pensare che forse c’erano tante cose che non potevano andare tra voi due e che forse semplicemente non volevi rendertene conto.

Guardi il telefono, scorri gli ultimi messaggi evitando di inciampare nei suoi. Ripeschi quello di un altro ragazzo che ti aveva aggiunto su Facebook, che ti sta scrivendo da giorni e che avresti sempre voluto conoscere meglio. “Sto facendo dei biscotti” ti chiede “Vorresti venire domani ad assaggiarli?”.

Ci pensi un attimo e gli rispondi ” Volentieri, l’unico appetito che ho in questi giorni è per il cibo però, sappilo… “.

Giusto il tempo di bere qualcosa di caldo, organizzare la serata con gli amici. E poi si ricomincia da capo. Ancora.

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About Ti Voglio Pene

Qualcuno dice che essere gay sia bello. A me piace e lo dico! Scrivo di sesso e di amore ai tempi delle chat, di quanto a volte sia difficile essere gay, di cazzate e di boni stratosferici. Sono il ragazzo della porta accanto... Autore di https://tivogliopene.wordpress.com/

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